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Quella volta di Ron e Lucio Dalla a Castelvetrano. Era il 1971..

di: Luigi Simanella - del 2020-10-08

Immagine articolo: Quella volta di Ron e Lucio Dalla a Castelvetrano. Era il 1971..

Sabato 26 agosto, in occasione degli annuali festeggiamenti per il patrono della città, Sant’Egidio Abate, l’amministrazione comunale di Tolfa, un antico borgo sistemato sulla montagna che sovrasta Civitavecchia, ha organizzato un concerto del noto cantautore italiano Rosalino Cellamare, meglio noto come Ron. L’occasione era troppo ghiotta perché io potessi mancare a un simile appuntamento. Ron rappresenta la storia della musica italiana dell’ultimo cinquantennio e nel mio repertorio ho molte sue canzoni, da sempre eseguite quando andavo a suonare nelle feste di matrimonio e non solo. 

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  • Fra l’altro è nato lo stesso giorno in cui sono nato io, anche se un anno prima. Ho stretto per la prima volta la sua mano circa quarantasei anni fa, proprio al nostro paese. Era, infatti, il 1971 quando un ragazzo diciottenne si presentò al “Disco per l’Estate” di quell’anno con una canzone scritta dal grande Lucio Dalla il cui titolo era “Il gigante e la bambina”. 

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  • Tutti pensammo si trattasse d’una canzoncina per bambini, una fiaba in musica, ma il testo originale fu censurato dai dirigenti Rai d’allora, poiché parlava d’uno stupro da parte d’un uomo maturo nei confronti d’una bambina. Ron era stato invitato, in occasione delle consultazioni per l’elezione del nuovo consiglio comunale, dai responsabili della FGCI, la “Federazione Giovanile Comunisti Italiani”, il cui segretario provinciale era, allora, Francesco Fiordaliso, futuro stimato preside del liceo classico di Castelvetrano. 

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  • Ricordo benissimo che sia io sia molti miei amici, andammo a conoscere  personalmente questo nuovo giovanissimo interprete della canzone italiana d’autore. Oltretutto con lui c’era anche Lucio Dalla, reduce dal “Festival di Sanremo” dello stesso anno 1971, dove s’era classificato terzo con il celeberrimo brano “4 marzo 1943”, data della sua nascita. Anche questo brano subì la mannaia da parte della censura Rai, che obbligò Dalla a cambiare alcune frasi del testo originale e l’intero titolo che inizialmente era “Gesubambino”. 

    Lo pensate? Lucio Dalla e Ron in un sol colpo a Castelvetrano. A Tolfa ho gustato l’intero concerto cantando, insieme ai tanti tolfetani intervenuti, i maggiori successi di Ron: da “Anima” a “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, da “Una città per cantare” a “Il gigante e la bambina” e tanti altri tutti di successo. Alla fine del concerto mi sono avvicinato al palco per cercare di parlargli. L’intenzione era quella di consegnarli la mia autobiografia ricordando quel giorno di tanti anni fa a Castelvetrano. Beh, non è andata proprio così. 

    Terminato lo spettacolo, Ron si è eclissato in tutta fretta per eludere i tanti fan e ammiratori che speravano in un suo autografo o una foto insieme al loro idolo. Non pago, mi sono rivolto a colui che mi è sembrato il suo agente e gli ho chiesto se mi faceva incontrare Ron, anche solo per un attimo, al quale volevo regalare una copia del mio libro.   

    M’ha risposto che l’artista si stava cambiando d’abito e aveva bisogno di riposarsi un po’. M’ha fatto sistemare, comunque, vicino la macchina sulla quale sarebbe salito per fare ritorno in albergo chiedendomi di pazientare. Ho dovuto aspettare circa un’ora, ma ne è valsa la pena. Quando Ron è uscito per raggiungere la sua auto, l’agente lo ha pregato di fermarsi un attimo con me e lui lo ha fatto senza esitare. 

    Quando gli ho consegnato il libro, gli ho detto che lui anagraficamente mi precede soltanto d’un anno esatto e che non era la prima volta che gli stringevo la mano per complimentarmi con lui. Ron mi ha detto che ricordava quel giorno a Castelvetrano, ma ci credo poco, l’avrà detto per pura piaggeria, ma cosa importa? Ho immortalato questo magico momento grazie sempre all’agente di Ron, che è stato così gentile da offrirsi per scattare la foto che ci ritrae abbracciati nel momento della consegna del libro. Momento magico, veramente emozionante e unico, che arricchirà la mia già più che nutrita autobiografia.

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