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Gli sequestrarono auto e patente, dopo due anni ottiene giustizia. La storia dell’OSS Salvatore

di: Redazione - del 2024-05-28

Immagine articolo: Gli sequestrarono auto e patente, dopo due anni ottiene giustizia. La storia dell’OSS Salvatore

Con la seconda sentenza del Giudice di Pace di Castelvetrano, si chiude dopo un'odissea durata due anni la vergognosa avventura subìta da Salvatore (che vediamo nella foto offertaci durante la sua intervista), un giovane parasanitario OSS, disabile, soggetto affetto da malattia rara genetica e trapiantato per ben due volte ai reni.

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  • La sentenza ha riconosciuto per la seconda volta il grave errore dei verbalizzanti CC e della Prefettura di Trapani nell’occasione di un banalissimo incidente urbano avvenuto per futili circostanze a Castelvetrano, e quindi ordinato finalmente la restituzione dell'auto dopo due anni di disavventure. Lo sfortunato eroe è l’ennesima ricorrente vittima kafkiana, degli elefantiaci intoppi della burocrazia italiana che hanno finito per privarlo, in un sol colpo, della sua auto, della patente, e da penalmente indagato, messo in difficoltà per il suo stesso lavoro di  assistente OSS nella Casa di Riposo per anziani "Villa Eden" di Mazara del Vallo.

    "Sono stato incredibilmente incolpato - dice Salvatore - come il più spregevole dei drogati alla guida, quando invece non ho fatto altro che somministrarmi come ogni giorno la terapia di mantenimento antirigetto da soggetto trapiantato ai reni". Tutto comincia nell'ottobre del 2022 quando, gli esiti dell'esame del sangue a seguito del lievissimo incidente cui venne coinvolto, rivelano la presenza di farmaci - quotidiano piano terapeutico antirigetto e anti-depressivo del trapiantato - ma che secondo i verbalizzanti del NORM avevano prodotto “rallentamenti alla guida”.

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  • Salvatore subisce il ritiro della patente e il sequestro dell'auto ai fini della confisca oltre alla denuncia al PM. E’ il Dicembre 2022, il Giudice di Pace sancisce con la sua prima sentenza, relazione medico ospedaliera alla mano,  l'assoluta irrilevanza dei fatti, annulla il verbale per la erronea valutazione della contestazione, ordinando la immediata restituzione della patente che gli servirà intanto per tornare a recarsi ogni giorno sul posto di lavoro, e rendere la sua quotidiana opera di alto valore sociale: la cura degli anziani. Ma l'avventura non per niente finita, perché l'auto, incidentata, rimarrà per oltre due anni al vento e alle intemperie sulla spianata di una autocarrozzeria sotto vincolo del Prefetto di Trapani.

    A nulla valgono due istanze depositate in Prefettura  con l’invito a liberare l'auto per semplice autotutela accettando la spontanea restituzione dell'auto da parte del Prefetto e per evitare sovraspese. Di fronte alla indifferenza della Autorità  giunge allora il momento di riaprire il nuovo procedimento davanti al Giudice di Pace per la restituzione dell'autovettura posta ancora incredibilmente sotto sequestro dopo oltre due anni!

    La prefettura si costituisce in giudizio, chiedendo il rigetto del ricorso, stante la "pendenza di un procedimento penale" per il fatto di guida sotto psicofarmaci a carico del nostro Salvatore. Siamo giunti allo scorso Aprile 2024, quando sarà questa parte ad andare a scovare tra gli archivi del PM che la comunicazione dei Carabinieri del tempo era stata già bell’è archiviata (puntualissima) da oltre un anno e sette mesi, dalla Procura e GIP di Marsala "per insussistenza del fatto" .

    Il rilievo accertato, benché ancora una volta notificato alla Prefettura, costringeva il Giudice di Pace alla seconda sentenza con cui la Prefettura è stata condannata alle spese, e con l’ordine della immediata restituzione dell’auto all’avente diritto.

    "Non mi fermo qui - dice Salvatore intervistato ai nostri microfoni - "sono intenzionato a riconfermare l'incarico al mio avvocato Vincenzo Basile, che ringrazio con tutto il cuore per quello che ha fatto per me,  perché possa ottenere ragione sulla copertura assicurativa del danno che mi è stato negato, sui danneggiamenti dell'auto in tutto questo tempo, sul fermo tecnico dell'unico mio mezzo di trasporto, con i disagi che in tutto questo tempo ho dovuto subire copre precisamente da un'autorità miope, dovendo ricorrere ora al treno, ora ai passaggi di cortesia per recarmi da Santa Ninfa a Mazara ogni giorno durante i miei turni". 

    "Salvatore - dice l'avvocato Vincenzo Basile suo difensore - è l'esempio ammirevole, di disabile trapiantato, affetto da malattia rara,  ammirevolmente appartenente a quegli italiani che svolgono nel silenzio il proprio lavoro di alto valore sociale di assistenza agli anziani, verso cui lo Stato dovrebbe essere benevolo,  tanto più per la sua condizione generosa, di offrire la sua opera verso chi soffre. Per mio conto è un vanto e un onore, fornire la nostra opera professionale difensiva a tutela dei diritti dell'uomo per  quella missione verso cui l'avvocatura italiana ha sempre combattuto ed in cui io credo da sempre".

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    Effeviauto P1 dal 21 maggio 2024