Gibellina, ennesimo prestigioso riconoscimento per lo scrittore-poeta Salvatore Capo
di: Mariano Pace - del 2025-11-11

Lo scorso 8 novembre 2025, infatti, ha tenuto a Rozzano (MI), nella sede dell'AISM, alla presenza di un numeroso e interessato pubblico, la conferenza dal titolo: "L'anima come campo coscienziale individuale. Perché può sopravvivere alla morte". Salvatore Capo ha cercato di mostrare, non attraverso testi biblici o riflessioni teologiche o filosofiche, ma attraverso ben 39 dati: che ogni particella elementare è un'oscillazione del suo campo quantistico, cioè una serie di variazioni successive dei valori quantitativi di una parte degli elementi del campo. Che gli elementi di un campo quantistico sono in relazione tra loro. Poi che gli elementi del campo fotonico o elettromagnetico sono in relazione anche con gli elementi dei campi delle particelle dotate di carica elettrica (elettroni e quark che costituiscono i protoni).

Che l'esistenza dei campi quantistici, delle relazioni tra i loro elementi e quindi delle particelle elementari non può dar conto dell'esistenza della coscienza, cioè di qualcosa che per tutti è autoevidente e che tutti sperimentano continuamente nella loro vita. E poi ancora: che la teoria che afferma che la coscienza è generata dai campi quantistici, o dagli atomi, o dalle molecole (panpsichismo) presenta diversi problemi insoluti. Che le teorie che affermano che la coscienza è un prodotto dei neuroni e dei circuiti neuronali presentano diversi problemi insoluti. Che pertanto la coscienza, che innegabilmente esiste, dev'essere collegata a qualcosa di diverso, che è il campo coscienziale, che esiste accanto ai campi quantistici. Che il campo coscienziale è un'entità diffusa costituita anch'essa da un insieme di elementi i cui valori, che variano, non sono quantitativi, ma qualitativi; esso è uno ed è assimilabile alla realtà divina originaria, o spirito divino.
Che vi è una relazione reciproca tra gli elementi del campo fotonico e gli elementi del campo coscienziale. Che non c'è un dualismo ontologico, ma la realtà, a livello fondamentale, è un insieme di relazioni (monismo relazionale). Che l'influenza del cervello e della sua integrità sulla coscienza non è dovuta a una relazione diretta, ma mediata dai fotoni. Che l'anima di un individuo, o campo coscienziale individuale, è quella parte del campo coscienziale divino che è "interfacciata" col cervello di quell'individuo. Che siamo dotati di libero arbitrio perché gli elementi del nostro campo coscienziale individuale hanno natura divina. Che vi sono 7 dati che mostrano che il campo coscienziale di un individuo può continuare a generare atti di coscienza quando non c'è alcuna attività cerebrale di quell'individuo, o dopo la sua morte, quando il suo cervello non esiste più.
La risposta positiva data da Salvatore Capo alla domanda se l'anima individuale esiste e se sopravvive alla morte “è fondata su dati ed elementi che si possono aggiungere a quelli biblici o teologici per alimentare la convinzione che noi viviamo in una realtà che non finisce, anzi che siamo una realtà che non finisce, e per sostenere la speranza in un futuro di gioia e di amore”.

















