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Porto Marinella di Selinunte, la riflessione di Castelvetrano Rinasce

di: Redazione - del 2024-01-09

Immagine articolo: Porto Marinella di Selinunte, la riflessione di Castelvetrano Rinasce

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Castelvetrano Rinasce a seguito del nostro articolo sulla posidonia nel porto di Marinella di Selinunte.

  • Fratelli Clemente Febbraio 2023 a7
  • "In ordine all’articolo apparso sul suo giornale inerente allo smaltimento delle alghe, estratte dal porticciolo di Marinella, ammassate presso il locale del polo tecnologico, il cui costo è indicato in circa 800.000,00 euro, riteniamo opportuno esporre la seguente nostra riflessione: la notizia data dal vostro giornale evidenzia una delle emergenze ambientali, economiche, funzionali (agibilità del porticciolo di Marinella e della sua spiaggia), e vivibilità della area urbana circostante (emissione di odori molesti), che investirà l’impegno della prossima amministrazione comunale.

    Il fatto oggetto del vostro articolo pone due diversi ma connessi quesiti:

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  • a) è possibile ridurre il danno ambientale costituito dalla produzione di rifiuti con la necessaria asportazione delle alghe che periodicamente invadono l’area del porticciolo di Marinella e la spiaggia adiacente, e nel contempo ridurre i costi del loro smaltimento ?;
    b) è possibile evitare o quanto meno attenuare l’invasione periodica del porticciolo e della spiaggia da parte delle alghe spinte dalle correnti e dal movimento del mare?

    Orbene in ordine al primo quesito tentò di dare una risposta l’amministrazione del Sindaco Errante nel 2015 con un sistema, allora in fase sperimentale, che consisteva nell’uso di una macchina che lavava le alghe in loco, restituendo da una parte la sabbia al sistema costiero, e dall’altra liberarle di residui
    inquinanti, sì da renderle non un rifiuto da smaltire, ma una risorsa da trasformare nel polo tecnologico in compost per essere utilizzato come fertilizzante in agricoltura o come biomassa per alimentare impianti di produzione di Biometano.

    Tale soluzione è stata sperimentata con successo in altre zone di Italia, come riportato dal quotidiano Sole24Ore, e consente di ridurre in manierasostanziale i costi per la gestione della Posidonia “spiaggiata”.

    Le amministrazioni che seguirono a quella Errante (Commissari Prefettizi e successivamente Movimento Cinque Stelle) ritennero di non riprendere la strada di quell’esperimento, rinunciando sia a verificare lo sviluppo nel frattempo di nuove tecnologie, sia a cercare il coinvolgimento del mondo
    professionale ed imprenditoriale; piuttosto si è manifestato per quasi otto anni un atteggiamento di sostanziale stasi amministrativa.

    Piuttosto la risposta, in una fase possibilmente transitoria, ma che durerà alcuni anni, è quella di verificare con il supporto dei professionisti del ramo e del mondo imprenditoriale, e con attivismo amministrativo, la possibilità, sostenibile sul piano ambientale e sul piano economico-finanziario, della
    trasformazione di quel rifiuto in risorsa valorizzabile (per esempio con la produzione di biometano).

    Il secondo quesito impone una risposta di più lungo periodo: un intervento di messa in sicurezza del porticciolo di Marinella. Tale progetto necessita un coinvolgimento di professionisti esperti nel settore
    delle opere marittime ed anche urbanisti, che sappiano in tale progetto coinvolgere, per migliorane l’assetto urbano, anche la piazzetta e le vie immediatamente retrostanti l’area portuale.

    È un progetto che richiede tempo e investimenti consistenti da ricercare in fondi regionali, nazionali ed europei, ma è una realizzazione possibile, perché è stato possibile realizzalo in tanti altri luoghi della Sicilia.

    Ciò che necessita è la determinazione amministrativa di perseguirlo, non con dichiarazione di propaganda, piuttosto con la fatica dell’amministrare superando la tendenza all’improvvisazione e coinvolgendo professionalità competenti, e ponendosi obiettivi di trasformazione compatibili con la specifica situazione dei luoghi, senza lasciarsi prendere da sogni irrealizzabili, ed infatti mai realizzati.

    Per cogliere la misura di ciò che sarà possibile, occorre la memoria storica di quanto è stato lunga ma infruttuosa la propaganda periodicamente ricorrente sulla sistemazione del porto di Marinella.
    Auguriamoci che il 2024 possa essere l’anno della svolta, almeno per tale progetto".

    Il Movimento Castelvetrano Rinasce

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