Quando nel 1935 il Re Vittorio Emanuele e Mussolini "sfilarono" al Corso Vittorio Emanuele
di:
Vito Marino - del 2016-04-22

Ricostruire la storia di Castelvetrano durante il periodo fascista non è per niente facile, poiché la stampa in quel periodo doveva ben bilanciare e misurare le parole, per paura di sbagliare ed essere subito censurata, di contro la propaganda fascista falsava le notizie; per cui le notizie storiche si possono ricavare soltanto attraverso gli ordini (delibere) del giorno dea parte della Consulta Comunale.

Infatti, presso l’archivio comunale risulta che prima della dichiarazione di guerra, si sono ultimati alcuni lavori pubblici, come: acquedotto Bigini, bitumatura della piazza Stazione, manutenzione delle vie più importanti, concessione dell'acqua alla Caserma Francesco Di Paola.
Intanto a Castelvetrano procedevano i lavori per la costruzione dell’aeroporto, che furono portati a termine poco prima della dichiarazione di guerra all'Inghilterra e alla Francia.

Il campo d’aviazione di Castelvetrano, più comunemente chiamato dalla gente del posto “lu campu di li Funtaneddi”, esteso oltre 110 ettari, fu fatto costruire da Mussolini negli anni ’30 in contrada dell’ex feudo Fontanelle; ancora oggi è dotato di una vecchia pista d’atterraggio in cemento, che il tempo va lentamente sgretolando; uno stradale, in parte sterrato, lo circoscrive e lo comunica con la strada per Mazara, con la diga Delia e con Castelvetrano.
La scelta della località non fu casuale; infatti, la vasta pianura su cui sorge, permetteva l’atterraggio e la partenza degli aerei dalle due direzioni, mentre la distanza dalla costa lo proteggeva da eventuali attacchi nemici via mare.
Il progetto era stato elaborato dall’Ing. Pietro Morici su commissione delle forze armate governative italiane, che avevano bisogno di un campo d’aviazione che facesse da ponte con l’Africa, in previsione delle guerre di colonizzazioni.
Infatti, il 02 ottobre 1935, il Duce in un suo discorso alla grande adunata dei fascisti e del popolo, annuncia l’entrata in guerra dell’Italia in Africa Orientale. Nel 1937, fra l’otto e il 16 agosto, in detto aeroporto si svolsero “le grandi manovre”.
In quell’occasione, il 14 agosto alle 11,30 arrivarono a Castelvetrano il Re Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini. Il corteo attraversò la Via Vittorio Emanuele tra una moltitudine di folla, in parte curiosa per un grande evento e in parte praticanti fascisti venuti anche dai paesi vicini.
Dopo il pranzo a Palazzo Pignatelli, alle ore 14, il re e Mussolini andarono a visitare il campo d’aviazione, per ripartire alle ore 17. Per motivi di sicurezza per alcuni giorni tutti gli antifascisti furono rinchiusi nel carcere della Vicaria Nuova, la fortezza Saracena diroccata negli anni ’60 per far posto all’attuale Banco di Sicilia.
Per rialzare il morale, dal 28 dicembre 1942 a16 gennaio '43, il Re Vittorio Emanuele III girò per i centri della Sicilia, e venne pure negli aeroporti di Castelvetrano e Sciacca. Il 1° gennaio 1943, pochi mesi prima dello sbarco da parte degli alleati, il Re Vittorio Emanuele venne di nuovo a Castelvetrano in forma privata.
















