I giovani della valle del Belice a difesa dell’Ospedale di Castelvetrano
del 2025-09-11

L’ospedale di Castelvetrano, un tempo presidio strategico per l’intera Valle del Belìce, è stato declassato a presidio di base nelle ultime riforme della rete ospedaliera. Le bozze più recenti hanno confermato e in alcuni punti persino aggravato questo ridimensionamento, avvicinando la struttura a un modello di ospedale “minimo”, con gravi conseguenze per un bacino che supera le 100.000 persone e che oggi rischia di non avere più un pronto soccorso pienamente operativo o reparti essenziali garantiti. Proprio mentre il territorio avrebbe bisogno di una rappresentanza forte e determinata, il Belìce si trova senza un deputato regionale che sieda all’ARS e difenda queste istanze. Ed è in questo vuoto politico e istituzionale che i giovani hanno scelto di farsi avanti e assumersi la responsabilità di portare la voce del territorio ai tavoli decisionali.

Il Coordinamento Giovani della Valle del Belìce, nato nel 2020 come organo parallelo al Coordinamento dei Sindaci, è oggi una realtà stabile che riunisce ragazze e ragazzi dei diversi comuni del comprensorio. Fin dalla sua nascita ha avuto l’obiettivo di affiancare le istituzioni locali e portare la voce delle nuove generazioni sui temi cruciali per il futuro del territorio, a partire dalla sanità.
"l Belìce paga lo scotto di non avere oggi un deputato regionale – spiega Michele Simplicio, Coordinatore dell’organo – e noi ci siamo assunti la responsabilità di portare queste istanze nei palazzi dove si prendono le decisioni. Non per bandiere di partito, ma per garantire un diritto fondamentale: la salute".

L’impegno del Coordinamento ha anche varcato i confini regionali: a maggio scorso, infatti, una delegazione guidata da Simplicio si è recata a Roma, presso la Camera dei Deputati, per consegnare un dossier dettagliato sulla situazione sanitaria del Belìce, con analisi e proposte per restituire al presidio di Castelvetrano un ruolo centrale.
"Il nostro obiettivo è chiaro – continua Simplicio – fermare il processo di smantellamento e restituire al territorio un ospedale funzionante, con reparti attivi e la garanzia che chi vive qui possa curarsi vicino casa, senza affrontare trasferte onerose e spesso anche fatali. Saremo presenti – annuncia Simplicio – anche ad altre iniziative di protesta promosse dai Sindaci e dai Presidenti dei Consigli comunali: sit-in, manifestazioni, qualsiasi azione che possa dare forza a questa battaglia. Noi non siamo qui per fare propaganda – conclude Simplicio – ma per dare risposte concrete. Per questo, già nei prossimi giorni, incontreremo la Commissaria dell’ASP di Trapani, Sabrina Pulvirenti, e il Presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, così da rafforzare un confronto che non guardi solo al singolo comune ma all’intero comprensorio: superare i campanilismi e costruire una piattaforma di proposte unitarie per tutto il Belìce, affinché la Regione non possa più ignorare il grido di questo territorio. Chi cerca di screditare i giovani si rassegni. Noi continueremo finché l’ospedale del Belìce, non sarà riportato al livello di dignità che merita. Questa non è una battaglia di destra o di sinistra; è una battaglia per la vita delle nostre comunità".













