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Raffaele Caravaglios, storia del musicista castelvetranese salito alla ribalta nazionale

di: Luigi Simanella - del 2014-07-06

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  • Alle ore 17,15 del 28 dicembre 1864 nasce a Castelvetrano, nella via Pavone (oggi via Marconi), uno dei più prestigiosi maestri compositori che ha fatto la storia della musica bandistica italiana, Raffaele Caravaglios. La madre era donna Giuseppa Margiotta, di anni ventitré, casalinga, mentre il padre era Don Francesco Caravaglios, di anni trenta, maestro di violino, di tromba e direttore di banda.

    Raffaele, conosciuto a livello sia nazionale sia internazionale, era definito il “Maestro dei Maestri”, il “Toscanini delle Bande Musicali d’Italia”. Il suo nome è riportato in tutte le più prestigiose Enciclopedie della Musica. Anche il nonno paterno, del quale portava lo stesso nome, aveva studiato violino e composizione presso il Conservatorio di Musica “San Pietro” a Majella di Napoli, sotto la guida del famosissimo maestro Saverio Mercadante.

    La passione per la musica dei Caravaglios era tale che per il cagnolino che tenevano in casa avevano scelto il nome di “semiminima”. Per non dire del loro gattino che, si racconta, muoveva la coda come se stesse scandendo il tempo d’un metronomo. Raffaele Caravaglios junior rimase orfano all’età di quattordici anni e fu cresciuto dalle suore del Regio Collegio di Musica di Palermo. Qui studiò anche violino, sotto la guida del maestro Pietro Platania conseguendo nel 1884, a soli vent’anni, il diploma di violino e di composizione.

    Da rilevare l’elogio che gli tributò il grande compositore Richard Wagner, ospite occasionale del Regio Collegio, durante la direzione d’un brano musicale dedicato al grande maestro. Wagner in persona volle complimentarsi con Caravaglios preconizzando per lui un radioso e brillante avvenire.

    Altri elogi e consensi gli sono stati tributati da quasi tutti i più grandi maestri della musica internazionale suoi estimatori: da Casella a Bovio, da Mascagni al grande Richard Georg Strauss, suo coetaneo.

    Lo stesso anno Raffaele fu chiamato a dirigere la Scuola di Musica di Camporeale, in fase d’istituzione. Fu qui che conobbe colei che sarebbe divenuta sua compagna di vita, Maria Antonietta Cipolla.

    Era una bellissima ragazza appena tredicenne con tanti luminosi capelli biondi che lui, affettuosamente, chiamava Marietta. Fu amore a prima vista e, dopo aver superato le resistenze del padre di lei, la sposò. Il suocero, Antonino Cipolla, non era molto convinto del lavoro del futuro genero che definiva un “sucainchiostro”. Da Marietta ebbe ben undici figli, alcuni dei quali seguirono le orme dei nonni e del padre.

    Nel 1886 Caravaglios, desideroso di tornare nella sua città natia, accettò di dirigere la Banda Musicale di Castelvetrano. Gli fu affidata, nel contempo, la direzione delle bande musicali di Alcamo e di Trapani. Nell’anno 1898 Raffaele e la sua banda di Alcamo parteciparono all’“Esposizione Nazionale delle Bande” che si svolgeva ogni anno a Palermo.

    La bravura dei musicisti, l’ottima direzione bandistica e la perfetta esecuzione dei brani presentati, consentì loro di vincere il primo premio e la medaglia d’oro, permettendo di farsi conoscere da una platea ben più vasta, attenta e preparata. Da allora la Banda di Alcamo acquisì il nome di “Premiata Banda”.

    Al maestro Caravaglios, invece, fu offerta la direzione della Banda Musicale di Napoli che accettò, anche se dovette lasciare la sua tanto amata Sicilia. Sistematosi a Napoli, andò a dirigere anche l’Orchestra del Corpo di Ballo del prestigioso Teatro “San Carlo”. Essi solevano esibirsi nella “Cassa Armonica” della Villa Comunale di Napoli. Villa che, dopo la morte di Caravaglios, gli è stata intitolata insieme a una strada a monte del Rione Flegreo, lungo la falda della collina di Posillipo.

    Fra gli innumerevoli concerti, diretti magistralmente dal maestro Caravaglios, possiamo citare quello del 1922 a Roma, al Gianicolo. In quell’occasione egli diresse, in contemporaneità, tutte e quattro le bande capitoline. La stampa nazionale d’allora scrisse: “Caravaglios è il più grande direttore strumentale per banda che vanti l’Italia”. Come docente Raffaele insegnò sia presso il Conservatorio “San Pietro” a Majella sia presso la Scuola Musicale del Real Albergo dei Poveri, sempre a Napoli.

    Fu direttore, inoltre, del Liceo Musicale “G. Verdi” e presidente onorario dell’Istituto Musicale “R. Wagner”. Quasi tutti i direttori di banda che gli sono succeduti hanno studiato sul suo “Lezioni di strumentazione e orchestrazione di banda”.

    Tra le sue composizioni più note si ricordano: le marce funebri “La desolata” e “Perduta”, le composizioni “Zingaresca” e “Concerto per due clarinetti e banda”, gli inni “Inno dei giornalisti” e “Inno Nazionale”. Quest’ultimo fu “…..eseguito per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma addì 1 ottobre 1908”. Appunto scritto dallo stesso Caravaglios nel frontespizio di una copia della partitura originale donata alla biblioteca del comune di Castelvetrano in data 16 ottobre 1924 (per come riportato in un articolo pubblicato sul giornale d’informazione castelvetranese “Il nuovo Risveglio” del maggio 1984 a firma Ferruccio Centonze).

    Raffaele Caravaglios muore il 29 novembre del 1941 nella sua casa di via San Giovanni a Carbonara di Napoli, dove riposa presso il locale cimitero comunale. Castelvetrano l’ha ricordato intitolandogli, su interessamento del nostro concittadino professor Giuseppe Camporeale, l’omonima via. Anche il castelvetranese direttore di banda, professor Michele Lentini, ha voluto onorare il grande maestro denominando “Raffaele Caravaglios” una delle due locali bande musicali, diretta dallo stesso.

    Quest’anno, ricorrendo il centocinquantesimo anniversario della sua nascita, spero che l’amministrazione comunale, diligentemente guidata dal sindaco avvocato Felice Errante, nella sua incessante e crescente opera di risveglio della cultura castelvetranese, inserisca, nella programmazione di eventi e manifestazioni varie, un appuntamento per ricordare la figura di questo nostro esimio concittadino che ha contributivo a dare tanto lustro alla nostra ridente città.

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