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(VIDEO) Il muraglione di Selinunte a rischio crollo. Metterlo in sicurezza è fondamentale

di: Pietro Errante - del 2017-09-19

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  • Quand’ero piccolo (età 5 -6 anni) avevo paura dell’acqua. Buonanima papà, appassionato di mare come pochi, esperto pescatore e grande nuotatore, ruppe gli indugi e, tra le proteste di mamma, che Dio l’abbia in gloria, mi condusse nella spiaggetta dirimpetto al famoso muraglione di Marinella, dove l’acqua bassa, calma e calda favoriva i primi esperimenti notatori per bambini.

    Lì papà mi insegnò a restare a galla, a nuotare secondo i vari stili e tanto insistette finchè divenni esperto nuotatore anch’io e buon tuffatore.

    Mamma però mi diceva sempre “Cu l’acqua e cu lu focu un ci pigghiari iocu”, parole date al vento della gioventù che ti faceva compiere le più grandi e pericolose pazzie.

    Ma questa introduzione autobiografica, di cui vi chiedo scusa, è valsa per parlare del famoso muraglione di Marinella. Ricordo che ogni anno lo vedevo sprofondare, si notavano evidenti crepe tra le sue strutture, qualche pericolosa frana sulla spiaggetta.

    Crescendo e cominciando a capire un po' meglio le cose, mi spiegarono che il problema di Marinella era uno ed uno solo. L’intero borgo, compreso ovviamente il muraglione, sorgeva su un terreno argilloso estremamente friabile e fragile, soggetto a continui smottamenti specie dovuti alle impetuose tempeste del mare in inverno.  

    Poi, crescendo ulteriormente, diventando parte attiva della vita della nostra città, cominciando anche ad occuparmi di fatti di cronaca sia pure a livello dilettantistico, ebbi la conferma dagli amici geologi che Marinella, la bella frazione balneare di Castelvetrano, sorgeva di fatto su una grande montagna di creta ed era questa la causa principale dei continui smottamenti che interessavano un po' tutte le case dei pescatori e dei villeggianti.

    Ricordo che anche noi possedevamo una casetta nella parte alta della borgata, vicino alla caserma dei carabinieri allora ubicata in posizione strategica sulla collina raggiungibile oggi da apposita stradina che si biforca dalla Farmacia.  

    Ogni anno vi si trovavano crepe paurose, ogni anno occorreva l’intervento dei muratori, ogni anno era sempre la stessa storia. Mamma, che detestava il mare, ne colse l’occasione per convincere papà a vendere e fu così che vendemmo uno dei posti più belli di Selinunte da dove si dominava tutto il mare Mediterraneo e da dove talvolta, nelle rare giornate di visibilità perfetta, intravidi la punta della montagna grande di Pantelleria. Tornando al muraglione ricordo che nel corso degli anni le varie amministrazioni comunali succedutesi nel tempo stanziarono molti soldi per tentare di consolidarne la struttura.

    Vennero chiamati ingegneri e tecnici del settore, furono approfonditi studi geologici attraverso carotaggi del terreno, vennero stilati costosi progetti che risolvevano apparentemente la situazione ma che alla prima vera mareggiata invernale si rivelavano quasi del tutto inutili: il problema c’era prima e c’era anche dopo e sto parlando degli anni 50/60/70.

    A distanza di oltre 40 anni sento parlare ancora del Muraglione di Marinella, un altro pezzo della nostra storia che inesorabilmente mostra segni di cedimento, nonostante puntellato e cementificato, nonostante consolidato a più riprese. Io ovviamente non ho le conoscenze tecniche per dire cosa bisogna fare, quali possono essere e se esistono i rimedi definitivi per sostenere questo muraglione che di fatto sostiene tutta la parte centrale di Marinella.

    Una cosa è certa bisogna intervenire urgentemente per mettere in sicurezza questo meraviglioso Belvedere, sostenendo in maniera definitiva e monitorando costantemente il muraglione.

    Non oso immaginare cosa accadrebbe se… Voglio però essere come sempre ottimista. Nonostante le frane, le crepe, i cedimenti, il muraglione di Marinella è sempre là: che Dio ci protegga con l’aiuto di qualche buon tecnico e di qualche buona soluzione ingegneristica capace di risolvere il problema.

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