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CVetrano, ricordando il gruppo di preghiera di S. Bartolomeo tra guarigioni "miracolose", leggende e ricordi

di: Pietro Errante - del 2018-02-12

Immagine articolo: CVetrano, ricordando il gruppo di preghiera di S. Bartolomeo tra guarigioni "miracolose", leggende e ricordi
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  •  I fatti che sto per narrare mi sono stati raccontati da mio padre, non so se sono realmente accaduti, ma furono confermati da testimoni, cartelle cliniche e documenti certi. Ciascuno potrà farsi le sue idee, crederci o meno, ma ciò che sto per raccontare mi fu realmente riferito da mio papà come realmente accaduti.     

    Avrò avuto sette, forse otto anni, non di più, quando papà, buonanima, mi condusse un pomeriggio di maggio in un luogo di Castelvetrano che non saprei più individuare. Solo ricordo che era un giardino bellissimo, pieno di alberi, fiori di ogni genere, di tutti i colori, prati verdi e ben curati su cui svolazzavano farfalle variopinte. Profumi e sapori di primavera esplodevano in un tripudio di essenze innaturali.  Insomma un vero e proprio paradiso in terra. Spesso con la memoria cerco di ricordare quel posto, ma purtroppo, gli anni passano inesorabili, il ricordo si fa sempre più lontano. Quel posto non saprei più ritrovarlo specie in mezzo alla immondizia che siamo costretti a “goderci” quasi quotidianamente.   

    Papà mi disse di restare seduto su una panchina in mezzo al verde, mentre lui sarebbe entrato in una villetta rurale nella quale, poi mi spiegò, si riuniva spesso un gruppo di preghiera molto devoto a San Bartolomeo e di cui lui faceva parte da molti anni. Rimasi in quel posto incantato senza spazientirmi, anzi divertito da tanta bellezza della natura. Circa un’ora dopo papà uscì dalla villetta, pallido, gli occhi sbarrati, si sforzò di sorridermi, mi diede la sua mano rassicurante e insieme facemmo ritorno a casa.   

    E’ necessario sapere che mio padre era sofferente di una malattia riconducibile ad una qualche disfunzione del fegato: per dirla in parole povere era soggetto a violenti e continui mal di testa e qualunque cosa mangiasse poco dopo la vomitava. In casa nostra i miei ricordi di bambino erano spesso legati ai problemi di salute di mio papà. Il medico di famiglia, il compianto dottor Ciccio Asaro, gli somministrò tutte le cure allora possibili, ma con scarsi esiti.   

    Ebbene, non ci crederete, ma da quella sera della riunione del gruppo di preghiera di San Bartolomeo, mio papà, improvvisamente, cominciò a mangiare di tutto senza vomitare più, non ebbe più mal di testa e addirittura si mise anche a …fumare. Gli era passato tutto, ma davvero tutto, quasi miracolosamente.  Cosa era successo? Fu lui stesso a raccontarmi che durante la riunione della confraternita di San Bartolomeo, il capogruppo che aveva anche capacità medianiche, recitò una preghiera speciale a San Bartolomeo  per chiedere la grazia a beneficio di papà.

    Fu lo stesso capogruppo, di cui non ricordo il cognome, ma solo il  nome, Salvatore, a rassicurare mio papà: ”Caro Enzo (il nome di mio papà era  Ascenzio, ma tutti lo chiamavano Enzo) da questo momento in poi tu sei guarito, non avrai più alcun disturbo, puoi mangiare e bere ciò che vuoi e perfino puoi anche ..fumare”. Questo il senso della frase espressa da Salvatore a papà che da quel momento in poi non ebbe più alcun problema, visse tranquillamente fino a 91 anni senza grossi problemi, tranne i normali acciacchi di vecchiaia.

    Lo stesso dottor Asaro definì come un fatto inspiegabile quella improvvisa e imprevedibile piena guarigione. Fece effettuare numerosi controlli ematici e delle urine e tutti i valori, prima sballati, erano inspiegabilmente rientrati nella norma. Spiegazione medica: una normale evoluzione del metabolismo. 

    Di episodi analoghi, che sanno del miracoloso, papà me ne raccontò altri. Durante il periodo del servizio militare nei pressi di Trieste fu dato per morto, per un attacco di dissenteria allora non curabile, tanto che furono chiamati al suo capezzale il padre (mio nonno) e un fratello, mio zio Calogero, che dopo un viaggio avventuroso e interminabile giunsero a destinazione trovando mio papà completamente fuori pericolo, come se non avesse avuto nulla.

    Egli stesso raccontò di aver sognato un giovane molto bello che benedicendolo con il segno della croce, gli avrebbe detto:  “Alzati da quel letto, non hai nessun male, torna alla tua vita normale”. I medici, increduli non poterono che constatare l’avvenuta guarigione clinica, mentre il giorno prima ne avevano decretato lo stato comatoso pre-morte. 

    Nonno Giuseppe e zio Calogero, benché felici per lo scampato pericolo, dovettero rammaricarsi di aver fatto un viaggio avventuroso, lunghissimo e faticosissimo che furono costretti a ripetere per rientrare a Castelvetrano.   Infine sofferente per una pleurite che gli procurava del liquido alle spalle, papà fu costretto in gioventù a starsene per molti giorni a letto con febbre alta e con la necessità di ricevere ogni giorno il medico che puntualmente munito di siringa gli asportava dalla spalla il liquido pleurico.

    Mia mamma Giuseppina, anch’essa donna pia e religiosa, non sapendo più a quale santo votarsi, chiese alla vicina di casa, una vecchietta in odore di santità, cosa potesse fare. La vecchietta rispose di mettere dei petali di rosa in una bacinella e lasciarla scoperta tutta la notte dell’Ascensione. Il giorno dopo, di buon mattino ne avrebbe fatto bere un bicchiere a papà. Il quale bevve l’acqua di rose, smise di soffrire la febbre che lo tormentava da giorni e al medico incredulo non restò che constatare che nelle spalle non c’era più liquido.     

    Mi rendo conto che non è facile credere a questi fenomeni ma bisogna anche sapere che i miei genitori erano entrambi religiosissimi, frequentavano le messe, le novene, recitavano quotidianamente i rosari.

    E siccome lo sono anch’io, convinto della presenza di Dio nella nostra vita, credo che ciò sia accaduto e ne ho voluto condividere con voi il racconto. Ciascuno ovviamente si potrà fare la propria idea, compresi gli scettici, gli agnostici, gli atei e quant’altri.     

    Della confraternita di San Bartolomeo, un nutrito gruppo di preghiera devoto al Santo miracoloso, non ho saputo più nulla, ho cercato di trovarne traccia tra le carte di mio papà, ho chiesto in giro ai nostri vecchi amici ma purtroppo nessuno ha saputo darmi alcuna notizia. Prendetela col beneficio dell’inventario, ma la storia che vi ho raccontato era quello che papà mi ha riferito più volte durante la sua lunga vita.

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