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Ricordando i bar di un tempo a CVetrano. Quando "la strata di la cursa" era il cuore pulsante della Città

di: Pietro Errante - del 2018-11-27

Immagine articolo: Ricordando i bar di un tempo a CVetrano. Quando "la strata di la cursa" era il cuore pulsante della Città
  • A6 - Spazio Disponibile
  • Negli anni della mia gioventù (70-80-90) i bar erano luoghi di grande aggregazione. Ce n'erano davvero tanti, tutti frequentatissimi, capaci di calamitare avventori provenienti dai vicini paesi del circondario. Castelvetrano era considerata un pò la capitale del Belìce, comprensorio agricolo di grande valore paesagistico, che nella nostra città aveva il suo principale punto di riferimento.

  • A7 spazio disponibile
  • I numerosi bar (ce ne sono ancora oggi e anche di buon livello) insistevano principalmente nel centro storico, dovesi svolgeva la vita dei castelvetranesi tra la piazza Garibaldi, le piazze Umberto e Principe di Piemonte e la via Vittorio Emanuele da tutti universalmente conosciuta come "strata di la cursa".

    Qui si svolgeva la vita pulsante del cuore cittadino: negozi di ogni genere, vetrine imbandite a festa e bar, tanti, tantissimi bar. In piazza Principe di Piemonte cominciava l'acchianata verso "lu Santu Patri" ossia piazza Matteotti.

    Nella sola piazzetta insistevano i negozi più prestigiosi della città: quello d'alta moda Rosolia, la gioielleria D'Arienzo, la cartolibreria Favara, una fornitissima rivendita di tabacchi e valori bollati, ben due banche e addirittura tre bar tutti di ottimo livello a pochi metri di distanza l'uno dall'altro. Oggi sono rimaste in attività la gioielleria, la cartoleria, la rivendita di tabacchi e due bar.

    Nella via Vittorio Emanuele c'erano negozi di moda (magazzini Liotta) negozi di calzature, boutiques , rivenditori di elettrodomestici il magazzino Ideal Standard e l'Upim e due dei bar storici di Castelvetrano quello di Pompei e un pò più su verso piazza Matteotti quello di Buscaino.

    In piazza Matteotti, proprio di fronte alla chiesa di San Francesco di Paola (la chesa di lu santu Patri) c'era il bar Golden nel quale si faceva spesso tappa dopo aver persorso quella strada su e giù per decine di volte. Quel bar era un pò considerato il capolinea per il ritorno verso piazza principe di Piemonte e la piazza Garibaldi ("lu chianu") dove le auto a noleggio erano parcheggiate in bella vista sotto gli alberi di Palazzo Pignatelli.

    Di fronte, manco a dirlo, il famoso Bar Brillo altro punto di riferimento per i castelvetranesi dove spesso bambino andavo a comprare un cono di granita con 5 o 10 lire che mi dava mio zio Ganni Esposito, forse il più noto dei piazzisti di allora, poi imprenditore del settore, proprietario di autobus e per anni trasportatore della Folgore in tutta la Sicilia e oltre. Grande vivacità di avventori era nei pressi del Circolo della Gioventù e dell'attigua società operaia.

    Di circoli ricreativi culturali la città era ben dotata, grazie alla presenza del Circolo Pirandello ubicato nella via Vittorio Emanuele. Oggi anche per effetto della creazione di grandi catene di distribuzione nella area artigianale di contrada Strasatto, il centro storico di Castelvetrano si è andato desertificando, le opportunità lavorative sono scomparse, i giovani cercano fortuna all'estero a al nord Italia. Restiamo ormai pochi vecchi che cercano di difendere con i denti le proprie origini.

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