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Il valore dell'amicizia tra musica, arte e ricordi indelebili

di: Luigi Simanella - del 2018-12-13

Immagine articolo: Il valore dell'amicizia tra musica, arte e ricordi indelebili

Il 20 luglio del 1969 l’uomo riusciva a mettere piede per la prima volta sul suolo lunare. È trascorso quasi mezzo secolo e, proprio in questi giorni, egli è nuovamente riuscito a conquistare anche il suo primo pianeta con l’atterraggio d’una sonda spaziale su Marte. Tutti siamo rimasti appiccicati davanti allo schermo al plasma del nostro apparecchio televisivo per rubare delle immagini uniche e incredibilmente meravigliose.

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  • Ricordo che anche allora eravamo tutti incollati al tubo catodico della televisione che trasmetteva le immagini di Neil Armstrong che poggiava per primo il piede sul nostro satellite. Che serata indimenticabile! Mi trovavo a Triscina, ospite della locale colonia dei padri rosminiani di S. Ninfa.

    Eravamo alloggiati all’interno d’un tendone da campeggio, donato dalla protezione civile a seguito del terremoto della Valle del Belice del 15 gennaio 1968. Il campeggio, tutto maschile, ebbe una durata d’un mese e il mese successivo, agosto, fu il turno delle ragazze. L’unico che vi aveva accesso ero io, accreditato dalla responsabile del campeggio che mi conosceva benissimo, poiché facevamo entrambi parte dell’Azione Cattolica Diocesana.

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  • Avevo da poco tempo imparato a suonare e fu questo il motivo che giustificava la mia presenza al campeggio. Con la mia chitarra intrattenevo le bellissime ragazze provenienti dai paesi vicini. Ricordo che le richieste più frequenti erano per i successi del nuovo idolo delle ragazzine, Lucio Battisti. Li cantavamo tutti in coro, all’unisono, ricreando un’atmosfera magica e coinvolgente.

    Mi è dispiaciuto non avere avuto più alcun contatto con esse, specialmente con quelle con le quali avevo istaurato anche un rapporto d’amicizia. Ricordo solo qualche loro nome, ma non sarei capace di riconoscerle, sono trascorsi molti anni. Potete, quindi, immaginare quale gioia ho provato in questi giorni quando ho potuto riabbracciare una di esse, la più bella senza dubbio.

    Abbiamo trascorso un’ora a sforzare le nostre relative memorie facendo a gara a chi ricordava più particolari o più persone. È stato solo un caso. Dopo aver letto, su questo giornale online, un articolo che parlava d’una certa Antonietta Merendino di Salemi, affermata pittrice a livello mondiale (una sua opera è stata acquistata dai Reali d’Olanda, nella cui residenza privata di Amsterdam rimane permanentemente in mostra, più altre sue opere che sono state esposte persino nella capitale più nota d’uno dei sette Emirati Arabi Uniti, Dubai), ed essendo quel nome e quel cognome rimasti indelebili nella mia memoria, chiesi al mio editore il suo numero di telefono.

    Lui, contattata l’interessata, fu poi così gentile da fornirmelo. Antonietta era una delle ragazze che sedevano accanto a me e che m’aiutavano a intonare i vari brani che le altre mi richiedevano. Le mandai allora un messaggio e lei mi ha risposto da Dubai, dove si trovava per una sua personale. Abbiamo continuato a messaggiarci e, finalmente, ho avuto l’immenso piacere di riabbracciarla emozionandomi non poco per quel fortunato incontro, regalo del destino.

    È bellissimo avere amici, averne tanti come mi sono sempre fregiato, ancor più se dopo quasi cinquant’anni si sente ancora quell’afflato, quel sentimento sincero che solo l’amicizia vera, quella che supera qualsiasi barriera spazio/tempo, può donare.

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