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Da manager a mamma pittrice in giro per il mondo. Storia della salemitana Antonietta Merendino

di: Redazione - del 2018-10-10

  • A6 thun
  • Non capita spesso di poter lasciare il lavoro per dedicarsi alla famiglia e alla propria passione, non spesso ma qualche volta succede. E' il caso di Antonietta Merendino, donna, mamma e pittrice. Lascia il "ruolo di manager" per dedicarsi alle sue due passioni più grandi, i figli e la pittura. Raggiunta dalla nostra redazione ci racconta il suo cambio di rotta che ha migliorato la sua vita.

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  • Ogni quanto torni a Salemi?

    Purtroppo, a causa dei numerosi impegni, sia di lavoro che familiari, non così spesso come vorrei. Da pochi giorni, poi, ho concluso un contratto di collaborazione con una Galleria d'Arte a Dubai e questo mi porterà spesso negli Emirati Arabi.

    Ma Salemi è sempre nei miei pensieri e grazie ai tanti cari amici e ai miei carissimi cugini, direi che sono sempre informata e resa partecipe della loro vita e di quella dei miei compaesani, molti dei quali seguo anche sui social.

    Che ricordi hai della tua infanzia e adolescenza a Salemi?

    La mia infanzia e adolescenza a Salemi, sono quanto di più bello e caro conservo nel mio cuore. Sono stata una bambina, prima e una ragazza, dopo, molto ma molto fortunata!

    Gli inverni in paese e poi le estati a San Ciro, circondata dagli affetti più cari e dagli amici che sono tali ancora adesso, chi può dimenticarli?

    Sono proprio questi preziosi ricordi che fanno da antidoto agli attacchi di nostalgia che molte volte mi assalgono!

    Quale negozio/attività commerciale di Salemi ti è rimasto nel cuore?

    Sicuramente, primo fra tutti, il negozio di tessuti di mio padre!

    Ne ho un ricordo nitido e indelebile, così variopinto con tutte quelle stoffe colorate; così animato per il continuo via vai di gente!

    Ma anche altre attività commerciali ricordo bene: il negozio di scarpe dei Ganci, la gioiellerie di Pino e di Giovanna Arbola e tanti altri ancora.

    Il tuo piatto tipico siciliano preferito che ti piace cucinare?

    I tagliolini al pesto di pistacchio, piuttosto che la pasta alla Norma o ancora a quella con le sarde, la cassata e i cannoli e potrei continuare per un'ora a scrivere!

    Ho avuto, poi, una maestra eccezionale: mia zia Enza, sorella di papà, che abitava al piano inferiore al mio e che era una gran cuoca!

    Una mostra a Salemi ti piacerebbe realizzarla?

    Ne ho già fatte due: la prima a 16 anni in una sala del Castello, assieme al mio caro e fraterno amico Sandro Scimemi, che purtroppo non c'è più e che mi manca tantissimo; l'altra nel dicembre del 2009 nelle sale delle case Agueci, quando era sindaco Vittorio Sgarbi e magistralmente organizzata da mia cugina Antonella Caradonna. Ma ne rifarei volentieri una terza: se qualcuno ha voglia di organizzarla, si faccia avanti!

    Che tipo di pittura realizzi?

    Senz'altro una pittura contemporanea figurativa, moderna e materica, con grandi tocchi di colore ed anche un pò astratta.

    Quale pittore  tra i più grandi della storia ti ispira di più?

    Claude Monet e Paul Cézanne in primis, ma anche Corot, Matisse, Sisley e, in generale, gli Impressionisti tutti mi hanno appassionato e mi appassionano ancora oggi.

    Proprio in questi giorni, Padova, dove risiedo da quasi quarant'anni, ospita una magnifica mostra su Gauguin e gli Impressionisti: capolavori della collezione Ordrupgaard. Una mostra da non perdere, ma dove perdersi!

    Da manager a mamma con la passione della pittura:un cambio di vita importante. Quanto è migliorata la tua qualità di vita?

    Un cambio di vita importantissimo che a molti è sembrato, lì per lì, un salto nel buio!

    Ma io sapevo che ne avrei guadagnato in qualità di vita e in maniera assoluta e per due motivi: avrei potuto seguire di più la mia piccola, così desiderata e arrivata a distanza di vent'anni dai primi due figli, e, nello stesso tempo, avrei potuto coltivare, con più grinta e dedizione, la pittura che è sempre stata la mia grande, vera, unica passione! E ho avuto ragione!

    Di fronte a tutta questa grinta e forza per la propria passione e scelta di vita non ci resta che augurare un grande in bocca al lupo ad Antonietta, mamma- pittrice e attendere l'occasione di poter visionare le sue tele il più presto possibile in una prossima mostra a Salemi.

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