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"I castelvetranesi nonostante servizi e accuse continuano a gettare rifiuti per strada. E' normale?"

di: Pietro Errante - del 2018-10-18

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La maleducazione è una malattia, una patologia grave e altamente contagiosa che ha colpito in maniera inarrestabile la nostra Castelvetrano. Nonostante gli appelli, i cartelli, le telecamere, gli avvisi, la gente continua a gettare rifiuti dovunqe e comunque. Forse non ne usciamo più.

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  • Comincio a perdere la speranza perfino io che ho sempre voluto credere nella positività del mio territorio e della sua gente. Invece, nonostante il servizio di raccolta differenziata stia producendo timidi segnali di progresso, la città e le borgate, ma anche tutto il territorio agricolo circostante, restano null'altro che un letamaio.

    I miei concittadini, per fortuna non tutti, ma ancora purtroppo moltissimi, continuano a non volerne sentire ragione: buttano la spazzatura dovunque, sui marciapiedi, tra gli anfratti, nelle campagne, ma anche perfino davanti a scuole, edifici pubblici, presìdi sanitari.

    Intanto l'ennesimo servizio sulla Castelvetrano negativa, mafiosa, capitale dell'abusivismo e dell'evasione è andato in onda su Rete 4 dove è stato stigmatizzato il gravissimo disavanzo comunale ammontante a parecchi milioni di euro. Il servizio parlava di una evasione fiscale del 70%. Come dire che a Castelvetrano tributi e imposte varie le pagano solo 30 cittadini su 100.

    Ovviamente io sono un contribuente fedele che ha sempre pagato, che paga e continuerà a pagare, sempre che vengano garantite le condizioni minime di decoro e dignità che in qualche modo si sta tentando di raggiungere con la raccolta differenziata.

    Tutto ciò però non basta: sarebbe necessario provvedere ad una massiccia discerbatura del centro storico, dei quartieri, delle borgate, delle strade urbane ed extraurbane diventate vere e proprie giungle quasi inaccessibili.

    Bisognerebbe poi pulire tutte le feritoie dei tombini per evitare che le piogge trasformino le strade in torrenti e provochino inondazioni. Vanno puliti e disinfettati tutti i siti, specie quelli nei quali sono stati scaricati rifiuti e immondizie di ogni genere.

    Indubbiamente la Commissione straordinaria, che ormai da parecchi mesi è alle prese con la gestione di un comune sciolto per mafia, ha dovuto affrontare criticità di ogni genere: il rischio concreto di un dissesto finanziario, l'emergenza rifiuti, l'altissimo tasso di evasione fiscale e dulcis in fundo il problema dell'abusivismo edilizio.

    E' notizia di questi giorni che sarebbe ormai imminente l'abbattimento delle 85 case di Triscina oggetto di provvedimento demolitivo. La legge è legge e va sempre rispettata. Però quando castelvetranesi, partannesi, santaninfesi, belicini e anche cittadini di altri paesi della Sicilia e del nord hanno costruito abusivamente determinando un vero e proprio boom economico del nostro tessuto sociale, a nessuno è passato per la testa di contestare alcunchè.

    Convenne a tutti, soprattutto ai politici non solo locali ma anche regionali e nazionali,che in quegli anni di sfrenato abusivismo non ci fossero disoccupati perchè in quel periodo lavoravano davvero tutti: muratori, carpentieri, ebanisti, artigiani, idraulici, elettricisti, commercianti, trasportatori, piastrellisti, imbianchini insomma migliaia di persone a costruire quelle migliaia di case che ora scopriamo essere abusive.

    La legge in Italia è molto lenta, prima o poi arriva, ma in questo caso sta arrivando dopo quasi mezzo secolo.Tutti sapevano quel che avveniva a Triscina, tutto è stato permesso, tacitamente, da chi aveva il dovere di controllare e vietare. Ma l'economia galoppava e su quella costa costruivano anche sindaci, assessori, consiglieri comunali, funzionari amministrativi e burocrati di alto, medio e basso livello. Però dura lex sed lex.

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