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Quando a Castelvetrano c'erano 20 Chiese e non mancavano anche le chiese campestri

del 2019-09-12

Immagine articolo: Quando a Castelvetrano c'erano 20 Chiese e non mancavano anche le chiese campestri

Durante la passata civiltà contadina il popolo castelvetranese era molto religioso, frequentava la chiesa, ma voleva più diretti contatti con i Santi e con Dio. Pertanto, in molte famiglie esisteva il culto dell’altarino in casa, possibilmente sistemato in una nicchia. I nobili tenevano l’altare in un’apposita stanza, dove il prete veniva a celebrare la santa messa.

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  • A Castelvetrano esistevano 20 chiese e 10 fra monasteri e conventi; ma, esistevano ed esistono ancora in numero ormai esiguo, le edicole votive, chiamate anche altarini, crisioli o fiureddi, inoltre numerose erano le edicole votive lungo le strade di campagna e numerose erano pure le chiese campestri. Le piccole chiese campestri erano costruite per fede nei bagli dei ricchi proprietari terrieri e nelle zone rurali, una volta considerate “fora li porti” (fuori delle porte della città);

    Inoltre, lungo le principali vie di comunicazioni per i viandanti di passaggio o direttamente nelle lontane campagne, per garantire la pratica religiosa, celebrata da un cappellano, ai contadini che vi abitavano con sede fissa o saltuaria. Per come avveniva in tutte le altre chiese di città, la data di ricorrenza del santo ad essa dedicato era legata al ciclo produttivo dell’agricoltura Queste edificazioni, che una volta erano considerate luoghi molto più sacri di come lo sono ora sono segni tangibili di fede e di devozione cristiana.

    Le chiese campestri sorgevano per l’esigenza dei lavoratori di avere un luogo dove potersi rifugiare nella fede e nella preghiera, il più vicino possibile al posto di lavoro. La maggior parte di queste sacre costruzioni con l’espandersi delle città sono state inglobate fra le nuove costruzioni e, da tempo hanno perso le funzioni e le tradizioni per le quali furono a suo tempo costruite.

    Dette costruzioni sono generalmente caratterizzate da una grande semplicità estetica e costruttiva, con linee essenziali e pochi ornamenti, perché nati come luoghi di fede, preghiera e conforto per quella gente semplice abitante nelle zone rurali.

    A Castelvetrano famose erano la chiesa della Madonna della Tagliata, (ne parlerò in apposito articolo), la chiesa di Nostra Signora di Porto Salvo (ancora esistente e funzionante in Via Campobello), – Nostra Signora della Luce, chiesetta del 1639 che si trova davanti la porta centrale del cimitero, in Via Giacomo Serpotta; di questa chiesa è rimasto soltanto la struttura esterna, nel 1980 il suo interno è stato adattato a negozio di fiori. – La Madonna dello Staglio, che esisteva a due kilometri da Castelvetrano, lungo la via che porta a Partanna, nell’ex feudo di Favara.

    Questa memoria storica ha bisogno di essere riscoperta e rilanciata, specialmente per i giovani, che non hanno avuto la possibilità di vivere questi luoghi e questi eventi in prima persona.

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