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Da Fazello al Ferrigno passando per G. Vivona. Selinunte come ispirazione di importanti testi, studi e non solo

di: Giuseppe L. Bonanno - del 2020-03-11

Immagine articolo: Da Fazello al Ferrigno passando per G. Vivona. Selinunte come ispirazione di importanti testi, studi e non solo

Con questa rubrica mi sono prefisso di raccontare la storia di Selinunte e la storia della letteratura archeologica, odeporica e dell’arte riguardante Selinunte. Da anni ormai, con numerosi articoli e testi sull’argomento e altri in preparazione, mi occupo dei viaggiatori, visitatori, studiosi, pittori, archeologi che hanno ritratto, descritto, studiato Selinunte e, a volte, anche Castelvetrano.

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  • Fra questi, molti sono stati i castelvetranesi o comunque del territorio selinuntino, dei quali do un provvisorio elenco, riservandomi di approfondire, con specifici articoli, le singole figure. 

    Si può iniziare dal saccense frate Tommaso Fazello (1498-1570) che nelle sue “Due deche sulla Storia della Sicilia” riscoprì il vero luogo di Selinunte, per proseguire con Giovanni Vivona (1769-1830), con la  “Descrizione della città di Castelvetrano” e “La vera Selinunte”; Gaspare Viviani (1804-1872),  con il “Ristauro della Chiesa madre” e vari articoli su Selinunte; Giovanni Errante Parrino (1827-1899), con le integrazioni alla voce “Castelvetrano” inviate a G. Di Marzo per la nuova edizione del “Dizionario topografico” di Vito Amico; Giuseppe Frosina Cannella (1839- 1898) con vari scritti selinuntini; Giacomo G. Ingoglia (1840-1883), con scritti su Castelvetrano e Selinunte; Leonardo Centonze (1869-1951), con scritti inediti selinuntini; soprattutto G.B. Ferrigno (1862-1952), autore di monografie su Castelvetrano e Selinunte e di numerosi altri scritti storici sul nostro territorio. 

    Per il secolo scorso occorre ricordare gli scritti su Selinunte di Giovanni Asaro, Sebastiano Elia e Vito Barone, e quelli su Castelvetrano di G.B. Diecidue. 

    Fra i contemporanei, con scritti su Selinunte e/o Castelvetrano, Matteo Venezia, recentemente scomparso, e (in ordine alfabetico) Francesco S. Calcara, Giuseppe Camporeale, Aurelio Giardina, Vito Marino, Giovanni Miceli, Gioacchino Mistretta (da Menfi), Vincenzo Napoli, nonché gli ancor giovani Linda Adorno, Rosario M. Atria, David Camporeale, Vincenzo M. Corseri, Angelo Curti Giardina, Mirko Tamburello. 

    Una citazione a parte occorre fare per i selinuntini d’adozione, Martine Fourmont e Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso.  Il quadro non sarebbe completo se non citassi, in altri ambiti, il filosofo Giovanni Gentile, lo storico Virgilio Titone e il letterato Ferruccio Centonze; e altri nomi si potrebbero ancora fare. 

    Fra coloro che hanno dipinto Selinunte ricordiamo Gennaro Pardo, Francesco Venezia, Domenico Fragalà, Leonardo Bongiorno. Fra i fotografi Ignazio e Vincenzo Montalto, Calogero Varvaro, Franco Stella e Vincenzo Napoli.  Mi sono limitato, in questo articolo, come dicevo, ai personaggi locali, che hanno comunque molto fatto per la conoscenza di Castelvetrano e Selinunte.

    Nella Mostra permanente “Selinunte immaginata”, di fronte il Museo civico, alcuni pannelli illustrano i dipinti e le foto che sono stati dedicati a Selinunte da autori italiani e stranieri.  Il nostro territorio, così ricco di testimonianze storiche e artistiche ha quindi trovato numerosi studiosi e appassionati che lo hanno illustrato.

    Si tratta di tesori inestimabili che la popolazione locale non apprezza a sufficienza per il loro valore culturale ed economico; c’è da dire che, in questo come in altri ambiti, la politica regionale poco ci ha aiutato. 

    Ho citato due volte Enzo Napoli, il quale ha creato, inoltre, un grande archivio di immagini castelvetranesi e selinuntine. Il Comune ha alcuni locali che meglio potrebbero essere valorizzati, realizzando una grande esposizione di immagini che in particolare i cultori locali potrebbero donare; per quanto mi riguarda, sarei disposto a donare, invece, libri, articoli e opuscoli su Selinunte che per anni ho raccolto, per potere così creare una biblioteca selinuntina.

    Il Comune potrebbe inoltre chiedere in prestito al Museo Salinas e al Parco archeologico alcuni reperti che si trovano nei depositi, per esporli con mostre temporanee da rinnovare, creando degli eventi in merito.  Ritengo che le Associazioni culturali locali siano pronte a dare una mano, in uno spirito di collaborazione culturale, che diventa anche crescita economica.     

    Giuseppe L. Bonanno,

    già docente di Filosofia e Storia nei Licei, con una parentesi come funzionario nell’Assessorato regionale ai BB. CC., si occupa di storia di Selinunte e di letteratura archeologica e odeporica, con particolare riferimento a Selinunte. Ha pubblicato e curato numerosi articoli e libri, in particolare, il volume “Selinunte insieme a Hulot e Fougères”; ha redatto, inoltre, alcune voci del “Dizionario enciclopedico dei Pensatori di Sicilia”. 

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