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La scrittura parla di noi. Ecco perchè la nostra firma è così importante. L'opinione della grafologa Aurora Prestianni

di: Aurora Prestianni - del 2020-05-14

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C’era una volta la Calligrafia, l’arte di saper scrivere bene, ovvero non solo correttamente ma anche adottando uno stile bello.  Eppure, è proprio il modo in cui si scrive che rivela la propria personalità. 

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  • La scrittura nasconde molti aspetti della personalità e dell'inconscio, alcune interessanti peculiarità del carattere e della psicologia di un individuo, nonché il rapporto dell'Io con il mondo circostante. Attraverso i caratteri del testo scritto a mano viene proiettato il lato interiore più autentico di una persona.   

    Cosa riesce a dirci la scrittura? 

    Dall’analisi della scrittura, emerge un caleidoscopico racconto di emozioni, di beffarde traversie, di notevole energia, forza morale ma soprattutto ne scaturisce il profilo di personalità. 

    La grafologia, dal greco: graphè = scrittura e lògos = parola, è una scienza sperimentale che studia la scrittura per giungere alla personalità dello scrivente, e coglierne attitudini, abilità, affettività, temperamento. È di fondamentale importanza osservare tutto il contesto generale della scrittura che si sta per analizzare, e mettere in correlazione tutti i segni grafici che questa presenta.   

    Ma quali sono i “segni” che rivelano tratti della nostra personalità?

    Sono fondamentali: la grandezza, lo spazio tra le parole, i margini, la pressione, la velocità, l’inclinazione.   

    Per quanto riguarda la grandezza, anche se sarebbe più preciso parlare di “calibro”,  indica la dimensione della scrittura e rivela il dinamismo psicofisico, l’espansione. Le lettere piccole rivelano timidezza, riservatezza, meticolosità, quelle di media grandezza adattabilità, mentre le grandi indicano una persona estroversa, diretta, che ha bisogno di mettersi in mostra e di attirare l’attenzione degli altri.

    Lo spazio tra le parole, detto “largo tra parole”, indica la capacità di ragionamento e la distanza dalle persone.  Il margine sinistro rappresenta la tendenza a vivere nel passato e ad impiegare molto tempo per lasciar andare le cose, mentre il margine destro indica la paura dell’ignoto e la costante preoccupazione per il futuro.

    Scrivere usando completamente lo spazio presente sul foglio, e quindi si è di fronte all’assenza di margini, rivela una mente che non può rimanere calma e rilassata, ma è sempre in attività. La pressione se è leggera rivela sensibilità, empatia verso gli altri, ma anche perdita di vitalità.

    Mentre una forte pressione sul foglio sta a indicare un buon impegno e il prendere le cose seriamente. Se la pressione è eccessiva si tende ad essere nervosi e ad reagire d’impulso alle critiche. La velocità con cui si scrive se è lenta, rivela una persona organizzata, metodica e indipendente, all’opposto se è veloce, indica che la persona è impaziente, odia rimandare o chi perde il tempo.

    Per quanto riguarda l’inclinazione invece, se non è presente indica una persona logica e concreta che non si lascia influenzare dalle emozioni, se tende a destra indica apertura alle nuove esperienze e a conoscere nuove persone, se tende a sinistra si resta chiusi su se stessi e si lavora dietro le quinte.    C’è da considerare anche la forma delle lettere.

    Lettere arrotondate indicano creatività e senso artistico. Lettere appuntite rivelano invece più aggressività, ma anche una maggiore intelligenza e curiosità. Lettere unite indicano una persona logica, sistematica e che prende decisioni saggiamente.   

    Importanza fondamentale ha la firma. Essa è il nostro modo di rappresentarci, di essere riconosciuti sul foglio. È fondamentale perché rivela il proprio io più profondo, ma anche l’io sociale, e se non è leggibile indica una persona riservata, all’opposto indica una persona sicura di sé e che ha tutto quel vuole dalla vita.   

    Spesso chi si sottopone all’analisi della propria grafia, afferma: “ma… la mia è una scrittura sempre diversa!”  Il fatto che cambi spesso la scrittura è assolutamente normale.  Nell’adulto la scrittura è un gesto automatizzato ed inconscio e quando scriviamo non possiamo fare a meno di manifestare le tendenze e gli impulsi personali. 

    La scrittura porta i segni delle emozioni che proviamo e delle esperienze che facciamo. E’ del tutto normale che la scrittura appaia “diversa” se siamo particolarmente stanchi o preoccupati, se assumiamo medicinali o sostanze particolari, dopo un parto, un lutto, ecc..

    Con la lista della spesa più che al modo di scrivere, prestiamo attenzione al contenuto che vogliamo trasmettere. Se osserviamo la nostra scrittura nell’arco della giornata possiamo constatare diverse variazioni del tutto fisiologiche e normali.

    Quando siamo di fretta, la scrittura è spesso più “strapazzata”, mentre se siamo intenti a scrivere sul diario personale di solito siamo più a nostro agio e la scrittura è più “sciolta”. Mentre, se dobbiamo lasciare un post-it al nostro capo prediligiamo lo “STAMPATELLO MAIUSCOLO”, invece, quando siamo stanchi le parole possono “afflosciarsi”. 

    Quello che per il grafologo è importante osservare è il “grado” di variazione all’interno di uno stesso scritto. Se cambi la tua scrittura cambia la tua vita, significa che ogni volta in cui decidi, consapevolmente, di fare un percorso di crescita autentico, questo si riflette nella tua scrittura. E più il percorso che fai è vero e in sintonia con la tua natura, più la tua vita cambierà in meglio. E anche la tua scrittura. 

    È bellissimo vedere scritture in cui tutte le caratteristiche, le più diverse tra loro, trovano il giusto equilibrio. In grafologia, come nella vita, la regola dell’equilibrio è fondamentale. La via di mezzo come tendenza all’armonia. 

    Osserva la tua scrittura: se qualcosa ti sembra “troppo accentuato”, rispetto al resto, probabilmente si tratta di una tua caratteristica che potresti gestire meglio. Scrittura “troppo” uguale, o “troppo” diversa, lettere “troppo” alte, “troppo” grandi, “troppo” piccole, pressione “troppo” pesante, “troppo” leggera. 

    È chiaro che si tratta di caratteristiche che ti appartengono, sicuramente da valorizzare.  Ma se vuoi provare, intanto, ad usare la tua scrittura per rafforzare il tuo desiderio di cambiamento, cercare di modificare quel “troppo” in modo da non percepirlo più tale ti aiuterà.

    Non cambierai, magicamente, perché cambi una singola caratteristica della tua scrittura. Ma esserti posto il problema, avere attivato la tua attenzione e la tua consapevolezza, agire con volontà per ricercare, dentro te, in profondità, nuove risposte, sicuramente rafforzerà la tua motivazione. Cambia te stesso, cambia la tua scrittura, evolvi la tua vita!   

    Dott.ssa Aurora Prestianni

    [email protected]   

    cell. 3296148827

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