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La musica, i 78 giri e i negozi di dischi a CVetrano da "Radio Centro Corseri” a Mister Brown

del 2020-10-02

Radio Centro Corseri in via Garibaldi

In foto: Radio Centro Corseri in via Garibaldi

Nel raccontare “La storia della musica a Castelvetrano” ho dimenticato di parlare dei negozi di dischi presenti nella nostra città nel periodo trattato nel mio libro. I primi dischi che comparvero nel mercato erano a 78 giri, quelli che gli stessi fanno in un minuto, ed erano realizzati in gommalacca. Avevano una larghezza di 30 centimetri e pesavano all’incirca 360 grammi. I primi erano incisi solo su una facciata, ma ben presto uscirono anche quelli registrati su ambedue le facce del disco. 

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  • L’inconveniente della gommalacca era il peso, la fragilità e la produzione d’un fastidiosissimo fruscio che disturbava l’ascolto del suo contenuto. 

    Nell’anno 1948 la casa discografica americana “Columbia Records” introdusse nel mercato i nuovi 78 giri in vinyl PVC (acronimo di polivinilcloruro, polimero del cloruro di vinile) nel cui solco a spirale era codificato un sistema di memorizzazione analogica per la registrazione dei segnali sonori. Molto più duttili dei loro predecessori, erano in grado d’abbassare la velocità da 78 e 33 giri al minuto permettendone una maggiore durata fino a raggiungere i 30 minuti circa per facciata con la possibilità di potere ascoltare più brani. 

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  • Ai 33 giri o L.P. (acronimo di Long Playing), si affiancarono i 45 giri, più piccoli di diametro e che contenevano soltanto due brani, uno per lato. Dal vinile si passò, poi, ai moderni c.d. o compact disk con i quali scomparve totalmente ogni forma di fruscio, poiché il suono era riprodotto digitalmente (digitale, numerico). 

    Per la verità oggi c’è una vinylmania molto diffusa con una gran voglia di ritornare al vinile. Questo perché nel c.d. la tecnica di compressione della musica ha causato la perdita d’alcune frequenze che hanno impoverito la qualità del suono originale. Gli addetti ai lavori sono convinti che niente suoni meglio del vinile, anche perché riproduce il suono in maniera analogica (analogo, simile all’originale). 

    Fu in pieno conflitto mondiale, nell’anno 1942, che Vincenzo Corseri aprì in via Garibaldi 49/51, il primo negozio di dischi a Castelvetrano, “Radio Centro Corseri”. Si specializzò nella vendita di radio a onde corte, medie e lunghe delle marche più prestigiose d’allora: “Telefunken”, “Radio Marelli”, “Radio Allocchio Bacchini”, “C.G.E.” e “Geloso”. 

    I programmi che l’unica radio nazionale proponeva, potevano essere ascoltati pubblicamente anche nella vicina omonima piazza. Corseri, infatti, vi aveva sistemato due altoparlanti dai quali la gente poteva seguire anche i vari comunicati del “Fascio”. 

    Alla vendita delle radio seguì anche quella dei radiogrammofoni e d’alcuni strumenti musicali come le mitiche fisarmoniche “Soprani”. Nell’anno 1946 iniziò anche ad assemblare le radio in serie, creando una linea personalizzata con annesso mobile bar. Egli acquistava i mobili in legno, gli châssis, gli altoparlanti e le radio, li montava con l’aggiunta, poi, anche del grammofono e li vendeva ricavandone lauti guadagni. Fu allora che decise d’attrezzare il suo negozio anche dei dischi con la vendita dei 78 giri delle più note case discografiche di quei tempi: “R.C.A.”, “Fonit Cetra”, “La Voce del Padrone” e “Decca”. 

    La vendita dei dischi continuò fino agli anni ‘70. Fu il figlio Leonardo che, cinque anni dopo un periodo di chiusura, riprese a gestire il negozio per altri dieci anni, fino al 1985, quando l’attività fu definitivamente sospesa. 

    Un altro negozio di dischi, aperto a Castelvetrano nell’immediato dopoguerra, fu a opera d’un certo Drago proveniente da Mazara del Vallo. Il negozio si trovava nella via Vittorio Emanuele II, di fronte la tabaccheria “La Pipa” del ragioniere Piero Chiofalo. Più tardi, quasi contiguo, aprì anche un certo Licata di Castelvetrano, nei locali dove oggi c’è un negozio d’articoli da regalo di Giambalvo. 

    Licata, oltre a essere fornito di tutti i maggiori successi dell’epoca, vendeva radio, grammofoni e quanto di utile per ascoltare i dischi che la gente acquistava nel suo negozio. Sulla vetrata, che riportava la scritta Licata, lo stesso aveva sistemato degli altoparlanti “li trummi” (le trombe) che diffondevano all’esterno una musica ammiccante per i passanti. 

    Quasi ogni sera, e le domeniche anche di giorno, il nipote di Licata, l’esimio professor Gennaro Bottone, allora molto giovane e oggi passato a miglior vita, si divertiva a scegliere i dischi che scorrevano sotto la puntina del grammofono. 

    Da Licata si riforniva anche Vincenzo Basone, che allora gestiva la sede del Partito Socialista. La sede era ubicata di fronte il negozio di dischi, nei locali oggi adibiti a deposito veicoli dei vigili urbani. Solitamente erano utilizzati, oltre che per le normali attività di partito, anche per trascorrere un po’ di tempo a giocare a carte. 

    Nel periodo carnascialesco, che allora iniziava subito dopo l’epifania, Basone vi organizzava delle serate, i sabatini, permettendo sia agli iscritti al partito sia ai simpatizzanti di potere ballare con la musica ch’emanava un grammofono e con i dischi acquistati da Licata. Sia Drago sia Licata cessarono la loro attività a metà degli anni sessanta, quando si sviluppò, con l’avvento dei nuovi sistemi audio, una maniera alternativa di concepire l’ascolto della musica. 

    Nel frattempo Pippo Stella, nel suo studio fotografico di piazza Giacomo Matteotti, oggi piazza Escrivá, di fronte la chiesa di S. Francesco da Paola, cominciò a esporre nella sua vetrina, oltre alle foto sospese dei matrimoni, anche i dischi in vinile distribuiti s’un ripiano. 

    Avevo soltanto una decina d’anni e insieme ai miei amici appassionati di musica andavamo spesso a curiosare l’esposizione piena delle ultime novità discografiche. Ricordo che rimanevamo, quotidianamente, appiccicati a rubare con gli occhi le immagini spesso fantasiose delle copertine dei 45 giri appena pubblicati, con uno sfrenato desiderio di volerli acquistare. 

    Fu nello stesso periodo che Antonino (Nino) Amari decise di vendere anche i dischi nel suo negozio “Studio Gioco Sport” sito in fondo alla centralissima via Vittorio Emanuele II. Il negozio era specializzato nella vendita d’articoli per la pesca ed era anche un centro servizi telefonici con due cabine molto utilizzate dai primi extracomunitari che già d’allora s’erano insediati nella nostra città. 

    Ricordo che acquistai da lui, fresco d’uscita, l’L.P. “Exotic Birds and Fruits”, uno dei più prestigiosi album dei “Procol Harum” del 1974, che andò ad arricchire la mia più che nutrita collezione di dischi. Insieme a mia moglie abbiamo ascoltato i brani contenuti nel disco decine e decine di volte e, ancora oggi, quando sentiamo il desiderio di rimembrare momenti di pura estasi, lo riascoltiamo ricevendone in cambio emozioni indescrivibili. 

    Amari era anche un ottimo suonatore d’armonica a bocca e, quando entravo nel suo negozio per comprare qualche novità, mi faceva sempre ascoltare qualcosa. Gradivo molto quello strumento anche perché era utilizzato dalle varie bands del rock mondiale e lui era davvero molto bravo, specialmente nel glissato tipico dell’armonica. Faccio adesso un salto in avanti all’anno 1982, quando Riccardo Stella, nipote di Pippo e grande appassionato di musica, aprì in piazza Garibaldi, fine via Brandimarte (oggi sede d’un bar), il primo vero negozio di dischi a Castelvetrano che chiamò “Mister Brown Dischi”. 

    Fu una vera novità che permise a noi amanti della musica d’avere un luogo d’incontro dove scambiarci non soltanto le reciproche esperienze e le conoscenze musicali, ma anche un po’ di sano e genuino sparliu, pettegolezzo. Dopo cinque anni dalla sua apertura Riccardo decise, per avere più spazio, di trasferirlo nella vicina piazza Umberto I, inizio via Pietro Colletta. Qui, oltre a proporre una fornitissima collezione di long playing di musica moderna, classica e jazz, si specializzò nella vendita e noleggio di prodotti audio e video. 

    Ben presto il negozio divenne anche luogo d’incontro di tanti appassionati che ci scambiavamo i dischi, c’informavamo l’un l’altro delle ultime novità e ci davamo gli appuntamenti per ascoltare insieme la musica dei nostri gruppi preferiti. Per lo più seguivamo quelli che proponevano il progressive rock, gli italiani “Premiata Forneria Marconi”, “Banco Del Mutuo Soccorso”, “Orme” etc. e gli stranieri “Genesis”, “Gentle Giant”, “Pink Floyd” e altri. 

    Il negozio era molto frequentato anche da tanti ragazzi che provenivano dai paesi viciniori. Nel mese di marzo dell’anno 2007 Riccardo decise di terminare quella bellissima avventura musicale e, sfruttando il suo diploma d’ottico, aprì, sempre a Castelvetrano nella centralissima piazza Matteotti, l’“Ottica Riccardo Stella”. 

    Un altro negozio che vendeva dischi, un po’ meno fornito di “Mister Brown”, era “Melchioni Elettronica” in via Mazzini, aperto nell’anno 1980 da Giuseppe Cassano e Antonio Vivona, questi anche chitarrista del complesso musicale “I Figli del Sole”. Per la verità era un negozio che vendeva componenti elettronici con uno spazio chiamato “Discolandia”, dove si potevano trovare dei long playing anche molto ricercati. 

    Ricordo il logo, ideato e disegnato da Vivona, nel quale, oltre alla scritta “Discolandia”, era raffigurato un 45 giri tagliato da una parte e allargato come a rappresentare una bocca. La vendita dei dischi cessò dopo che Vivona decise di sciogliere la società con Cassano.

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