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"La mia tesi su Camilleri. Dal siciliano all'inglese tra sfumature e espressioni uniche che hanno conquistato tutto il mondo". Intervista alla cvetranese Annarita Curseri

di: Redazione - del 2020-07-30

Immagine articolo: "La mia tesi su Camilleri. Dal siciliano all'inglese tra sfumature e espressioni uniche che hanno conquistato tutto il mondo". Intervista alla cvetranese Annarita Curseri

Uno studio sul linguaggio usato dal Maestro Andrea Camilleri nei suoi romanzi, quella splendida mistione tra italiano e siciliano, e in particolare l’analisi del romanzo “La forma dell’acqua” e la sua traduzione in inglese con lo scopo di comprendere le strategie traduttive adottate dall’interprete, sono l’oggetto della tesi della giovane castelvetranese Annarita Curseri, che si è brillantemente laureata in lingue e letterature europee ed americane all’Università di Firenze.

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  • Salve Annarita, parlaci un po' di te e del tuo percorso di studi.

    Salve, mi chiamo Annarita Curseri e ho 25 anni. Mi sono diplomata al Liceo Scientifico e ho deciso di intraprendere la carriera universitaria ad Enna iscrivendomi al corso di laurea in Lingue e culture moderne.

    Nel 2017 mi sono laureata e mi sono iscritta al corso di laurea Magistrale in lingue e letterature europee ed americane all’Università di Firenze. Sono molto legata alla mia terra e cerco sempre di portare la Sicilia in ogni luogo in cui vado e in ogni progetto che intraprendo: per l’appunto ho impostato la tesi triennale sul bilinguismo in Sicilia e la tesi magistrale su Camilleri dal titolo “Andrea Camilleri nel mondo anglofono: sulla traduzione de La Forma dell’acqua”

    Cosa ti ha spinto a scegliere Camilleri?

    Le mie più grandi passioni sono la Sicilia e le lingue straniere, per cui il progetto di tesi nasce dall’unione di questi due grandi amori. L’idea di questo elaborato nasce la scorsa estate quando, seduta in spiaggia intenta a leggere “La forma dell’acqua”, comincio a chiedermi come il particolare linguaggio di Camilleri potesse essere reso in lingua inglese. Fu allora che decisi l’argomento della mia tesi e lo proposi al mio relatore che, con molto entusiasmo, accettò di seguirmi in questo progetto.

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    La tua tesi quindi che argomenti affronta in maniera specifica?

    Ho analizzato e studiato il romanzo di Camilleri e la corrispettiva traduzione in lingua inglese “The Shape of Water” progettata da Stephen Sartarelli, l’unico traduttore  di Camilleri nel mondo anglofono, infatti è grazie a lui se oggi in Inghilterra in America e ovunque si parli la lingua inglese Camilleri può essere letto.

    Com’è strutturata la tua tesi?

    Innanzitutto ho introdotto lo scrittore empedoclino e il suo particolare linguaggio, una mistione tra italiano e siciliano e poi ho condotto un’analisi del romanzo “La forma dell’acqua” e della sua traduzione in inglese con lo scopo di capire le strategie traduttive adottate dal traduttore.

    Tradurre un autore come Camilleri non è semplice in quanto nei suoi libri vi sono continui riferimenti ad elementi strettamente culturali, ad esempio espressioni tipiche siciliane come “Santa Pacienza”, nomi di cibi tipici come “Calìa e Simenza” e molti termini dialettali come “Cummigliare” (inoltre vi è la presenza di vocaboli totalmente inventati dall’autore). Il mio lavoro è stato quello di capire come la cultura e la lingua siciliana sono state presentate al lettore anglofono.

    Sono molto soddisfatta del risultato finale in quanto l’elaborato ha suscitato approvazione ed interesse dell’intera commissione di laurea e in particolar modo del mio correlatore statunitense, valutandolo con il massimo dei punti.

    Quali sono i tuoi progetti futuri?

    Il mio sogno nel cassetto è sempre stato quello di trasmettere agli altri la mia passione per la lingua inglese, infatti, durante il percorso universitario ho cominciato ad intraprendere la strada dell’insegnamento impartendo lezioni private.

    Non appena ottenuto il titolo di Dottoressa Magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane, mi sono subito adoperata ad iscrivermi al concorso nazionale per diventare docente di scuola secondaria.

    Il mio augurio più grande è quello di non essere costretta dover portare le mie competenze all’estero ma di contribuire a rendere la mia terra un posto migliore.

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