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Quello che i social non dicono. Tra post, vanità e apparenza non sempre è tutto oro quello che luccica

di: Dott.ssa Fabrizia Modica - del 2021-04-04

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Quante volte ti sei ritrovato a guardare post e contenuti di vario genere postati su un social network e pensare che la tua vita in confronto sia piatta, routinaria, in confronto a quella degli altri? Quante volte vedendo i corpi perfetti di donne o uomini promotori di fitness hai pensato di non essere all’altezza dei canoni estetici che il mondo di oggi impone?

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  • Sono sicura che ti sarà capitato almeno una volta, anche se per un solo istante di confrontare la tua vita, la tua famiglia, il tuo corpo, le tue esperienze con quella degli altri perché è umano mettersi a confronto e non c’è niente di male finché lo si fa in modo costruttivo o in un modo che ci serva da sprono per migliorarci.

    Spesso però la visione di tutti questi contenuti, vengono gestite come informazioni sbagliate che invece di farci stare meglio possono peggiorare il nostro stato emotivo e farci sperimentare un senso di disagio, inadeguatezza e scarsa autostima.

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  • Perché questo accade?

    Accade perché molte volte ci dimentichiamo che “postare” il bello è molto più conveniente e facile che mettere a disposizione del pubblico il lato peggiore della propria vita. Postare piatti prelibati, fisici allenati, viaggi, uscite in comitiva è molto più “vendibile” al pubblico di follower che ci segue.              

    Provate a immaginare di imbattervi in contenuti in cui le persone mettono in mostra i loro difetti fisici, i loro fallimenti relazionali o lavorativi, le discussioni in famiglia o altri contenuti che generalmente non troviamo. Questo forse ci aiuterebbe ad apprezzare di più noi stessi, la nostra posizione sociale, la nostra condizione economica ecc..

    Da qui non è difficile comprendere che alla base di tutto c’è un’accurata scelta di ciò che un utente sta scegliendo di mostrare e che misurare la nostra condizione con “la scelta di un utente” non giocherà mai a nostro vantaggio.

    Il benessere mentale non traspare da una foto, perché in quella foto è l’utente a decidere il messaggio che vuole fare arrivare; sta a noi però leggerlo tenendo a mente che quello che stiamo guardando non può essere un giusto metro per misurare la nostra vita e noi stessi.

    Come possiamo agire?

    Quando ci accorgiamo che la ricezione di tutte queste informazioni provenienti da internet ci fa stare male e ci mette a disagio, forse è il caso di staccare un per un po' di tempo, riprendere il contatto con la realtà e tornare a vivere di emozioni vere.

    Fabrizia Modica

    [email protected]

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