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"Il lock down, il ritorno in Sicilia e a 22 anni diventa imprenditore edile sulle orme del padre". Storia di Giuseppe Mineo

di: Alessandro Indelicato - del 2021-07-20

Immagine articolo: "Il lock down, il ritorno in Sicilia e a 22 anni diventa imprenditore edile sulle orme del padre". Storia di Giuseppe Mineo

Oggi vi raccontiamo la storia di un giovanissimo imprenditore mazarese, Giuseppe Mineo, che a soli 22 anni, seguendo le orme del padre, ha deciso di puntare sul nostro territorio aprendo un'azienda tutta sua la "Dmn Costruzioni", in continua crescita, operante nel settore edilizio, a partire dalla carpenteria fino alla consegna dell’immobile.

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  • Giuseppe ha una fortuna che pochi possono vantare di avere: passione e dedizione per il suo mestiere. Ingredienti indispensabili che emergono dall'emozione con cui ci ha raccontato quali sono stati i primi passi imprenditoriali e le soddisfazioni che continua ad avere.

    Ingredienti che Giuseppe condivide direttamente con il suo affiatato team di lavoro, tra cui anche alcuni giovani tra i 20 e 23 anni. Essere giovani imprenditori oggi significa essere posti di fronte ad una sfida, consapevoli delle difficoltà che si incontreranno nel cammino prima di poter essere riconosciuti da tutti come punto di riferimento nel settore. Incuriositi dalla giovanissima età e dalla voglia di fare di Giuseppe, vi proponiamo un estratto delll'intervista realizzata dalla nostra Redazione.

    Giuseppe, come e quando è nata la tua passione diventata anche il tuo lavoro?

    "Questa passione non so bene quando sia iniziata, penso che non ci sia un momento preciso, ma ho notato che la mia voglia di fare e crescere in questo settore aumentava di giorno in giorno grazie al prezioso know-how ereditato da mio padre che ha sempre creduto in me.

    L’ intenzione di aprire la mia azienda è nata dopo un periodo di crisi del settore che mi ha portato a lavorare a Torino con un azienda di Cuneo, facevo il serramentista, ma anche li vuoi per difficoltà o per non so cosa sentivo che dovevo provare a fare qualcosa per la terra che mi ha dato i natali sperando di essere da traino per altri giovanissimi. Ho fatto questa scelta con la voglia di migliorarmi ogni giorno e garantire un servizio professionale ed efficiente nella speranza di avere un futuro migliore rispetto a quello che avevo in quel periodo. "

    Passando ai giorni nostri, il Covid quanto ha complicato la vita agli imprenditori edili?

    "Tanto. Adesso serve ripartire velocemente e con forza per riparare i danni fatti dal virus.La strada intrapresa nella nostra realtà è quella dell’innovazione tecnologica, sia per differenziarci dai concorrenti, sia per potersi affacciare a mercati nuovi senza però snaturare gli antichi metodi di lavoro improntati sulla qualità dei lavori che ci impegniamo a garantire.

    Sul fronte dell'edilizia ad esempio, un prodotto a parer mio, non può prescindere dagli elementi che lo compongono, per questo motivo oggi come non mai dobbiamo ragionare non in termine di vendita , ma nell'offrire all'utente garanzia della qualità delle soluzioni adottate sftuttando l'innovazione che ci permette di fare lavori impensabili prima".

    Quali sono le nuove capacità richieste a un giovane imprenditore per avere successo?

    "Sicuramente il continuo aggiornamento rispetto alle esigenze degli utenti. Per esempio l’attenzione nei confronti dei materiali utilizzati per ottimizzare i consumi energetici e per migliorare l’impatto acustico, affinché l’immobile possa dimostrarsi completo e pienamente vivibile ma allo stesso tempo competitivo sul mercato, senza dimenticare la cura di tutti i dettagli anche nella fase progettuale, per cui la scelta delle finiture come pavimenti, rivestimenti, serramenti deve avvenire attraverso fornitori di fiducia che si rivelino all’avanguardia nelle proposte, e competitivi sul mercato."

    Cosa ha insegnato la pandemia a chi lavora nel tuo settore?
    "Sicuramente ad apprezzare quello che di solito diamo per scontato, adattarsi alle nuove circostanze con animo fiducioso dando sempre più valore al lavoro di squadra

    Il tuo sogno nel cassetto?

    "Il mio sogno attuale è quello di trasmettere la mia enorme passione ad altri futuri giovani imprenditori: che la mia decisione di crederci possa essere di ispirazione per l’apertura di nuove aziende in qualsiasi settore per migliorare il nostro territorio eliminando così il pregiudizio dell’età anagrafica. "

    Cosa ti senti di consigliare ai più giovani che come te vorrebbero mettersi in proprio?

    "Con dolore al cuore sono consapevole che il nostro paese non è un Paese per giovani. Almeno per quel che concerne la categoria degli imprenditori spesso alle prese con lungaggini burocratiche e poca fiducia da parte del sistema bancario.

    Dico però a tanti giovani come me di provarci, che la consapevolezza di vivere un momento critico della storia ci deve fare pensare ancora di più alle nostre abilità. Abbiamo tutti una meta che ci accomuna: poter dire di aver superato anche una pandemia globale guidando il paese verso la via di uscita. Dobbiamo credere nelle potenzialità del nostro territorio convinto che tempi difficili come questi possano solo far emergere lo spirito d'adattamento e resilienza di tutti noi."

    Complimenti Giuseppe e in bocca al lupo per la tua carriera lavorativa

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