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“Dietro le quinte di spettacoli Rai. Quando il lavoro è passione”. Storia della castelvetranese Claudia Calcara

di: Doriana Margiotta - del 2022-01-29

Confucio affermava: <<fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno nella tua vita>>. Penso che avesse assolutamente ragione. Chi ha la grande fortuna di trasformare un sogno in una realtà lavorativa che ti dia la possibilità di poter vivere la tua vita in pieno, ha il regalo più bello che la vita gli possa donare.

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  • Molti scelgono un lavoro solo in base o alla convenienza o per necessità, e lo svolgono per tanti anni con grande dignità ma mai con la passione che dovrebbe esserci in ogni tipo di lavoro, che sia artistico o tecnico.

    Chi sta avendo la grande opportunità di realizzare il proprio sogno nel cassetto è una giovane ragazza di Castelvetrano, Claudia Calcara, che sta costruendo una carriera di tutto rispetto come direttrice di produzione freelance per una società che collabora con la Rai a Roma. Anche se si considera ancora agli inizi, ha già alle spalle esperienze di produzione televisive importanti.

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  • Noi abbiamo voluto intervistarla e vi assicuro che la passione per quello che fa trapela in ogni sua frase. Protagonista della sua intervista è l’entusiasmo, con cui racconta del suo straordinario lavoro.

    Il tuo lavoro è veramente affascinante. Ce ne vuoi parlare, così che i nostri lettori ti possano conoscere meglio?

    “In questo momento il mio ruolo è quello di direttore di produzione. Gli spettatori vedono le luci, il palco, gli artisti, ma la cosa più affascinante per me è il lavoro che si cela dietro le tende di quinta. Io faccio parte del reparto di Produzione, ovvero il gruppo di persone che segue il progetto dal suo finanziamento, fino al montaggio e la consegna. I miei superiori si occupano del budget e di come utilizzarlo per portare "a casa" il risultato. Io mi occupo dei piani strategici del programma. In parole povere, mi confronto con gli autori e la parte creativa per decidere cosa registrare, dove, come e quando. Ovviamente, tenendo conto di tantissimi fattori: la disponibilità di un artista, la necessità di tempistiche particolari per l'allestimento sceno-tecnico e varie ed eventuali. Ovviamente è un lavoro di squadra, quindi una volta cominciate le riprese la parola d'ordine è "sporcarsi le mani". Ci si dà una mano, anche se è un'organizzazione abbastanza gerarchica. Per esempio, io non riuscirei a fare il mio lavoro se non ci fosse con me una squadra di persone che si occupa della parte logistica (viaggi e spostamenti) o dell'organizzazione dei pasti per la squadra e così via. Dietro quelle poche ore di show ci sono mesi di lavoro, tanta fatica e tanti sacrifici”.

    Cosa significa per te lavorare insieme a grandi nomi del panorama artistico italiano? Hai qualche aneddoto curioso su qualcuno di loro?

    “La mia carriera è appena iniziata (e spero continui), però ho avuto l'opportunità di avere a che fare con dei professionisti dell'intrattenimento. In particolare, conservo un gran bel ricordo degli scherzi e dell'ironia di Lillo e di Valerio Lundini. Due persone umili e genuine, così come Serena Rossi. Con loro ho lavorato per lo show di Rai 1 "Danza Con Me". Per un'altra produzione ho avuto modo di conoscere Tommaso Zorzi, un giovane veramente in gamba. Era sempre il più puntuale ad arrivare in studio e per il mio lavoro questo aspetto è fondamentale quindi l'ho adorato! 

    Hai lavorato con artisti importanti, tra cui Roberto Bolle. Oltre al personaggio, che cosa ti ha trasmesso umanamente?

    “Lavorare con Roberto Bolle è stato un piacere. È un esempio di disciplina, rigore e sacrificio. Guardandolo al lavoro, ti viene voglia di essere un po' come lui. Serio, puntuale e molto rispettoso del lavoro di tutti. 

    Per quanto mi riguarda, a parte avere la fortuna di conoscere personaggi famosi e talentuosi, la cosa che mi arricchisce di più del mio lavoro è avere a che fare con chi lavora dietro le quinte. Le riunioni con gli autori, le ore passate con i miei colleghi di produzione, il confronto con le maestranze. Ci sono tanti artisti che si nascondono dietro le telecamere, sicuramente destano meno curiosità, ma è grazie a loro che lo show va avanti. Poi, si lavora insieme per giorni e mesi interi. La squadra diventa una famiglia, ci si confronta sulle proprie preoccupazioni, si ride insieme, si corre, si fatica, si condivide davvero tutto. Io ho conosciuto tantissime persone straordinarie che sono diventate parte della mia vita anche extra-lavorativa.”

     Quali sono i tuoi progetti futuri?

    “Il mio progetto principale è continuare a lavorare ed imparare. Ho lavorato duramente in questi anni, dopo aver studiato tanto, ma sono stata anche molto fortunata. Ho 27 anni e in poco tempo ho collezionato tante esperienze bellissime ed ho incontrato persone che mi hanno dato fiducia e rispetto. Ovviamente ho tanti sogni per il mio futuro, mi piacerebbe molto lavorare alla produzione creativa: ovvero, scegliere i progetti da produrre, trovare il budget per metterli in piedi e poter portare avanti dei progetti che possano avere un impatto sul pubblico. Per questo ci vuole ancora un po' di esperienza, ma spero di riuscirci. “

    Quanta sicilianità c'è nel lavoro che fai?

    “La "sicilianità", per me, è un tratto caratteristico che ritrovo in tutto quello che faccio, sia nei i pregi che nei difetti. A volte sono un po' permalosa, ma so anche cavarmela in tante situazioni e adattarmi bene. Tutti e due questi aspetti sono sinonimo di "sicilianità" per me. Noi siciliani dobbiamo sicuramente imparare a comprenderci meglio, non solo andando fieri dei nostri aspetti belli, ma anche ammettendo di avere dei difetti e migliorarci un po'. Una cosa che mi hanno insegnato i miei è proprio questa: vedere sempre le cose in maniera critica, mettendosi in discussione in prima persona. Penso sarebbe molto utile per tutti noi siciliani, per la nostra terra e per valorizzare i nostri pregi.”

    Con chi ti piacerebbe collaborare in un prossimo futuro?

    “Non c'è un personaggio in particolare, però mi piacerebbe molto lavorare in un contesto internazionale. Ho studiato in un'università americana e ho vissuto in Spagna e mi piacerebbe sfruttare la conoscenza delle lingue per allargare un po' i miei orizzonti, lavorando con delle co-produzioni con l'estero per esempio. Vedremo, speriamo bene!”

    È stato un vero piacere parlare con Claudia, perché oltre ad essere una ragazza preparata, sa bene cosa vuole diventare e si sta impegnando con tutte le sue forze per riuscirci. Ama le sfide ed è figlia di questi tempi, una cosmopolita, aperta a nuove esperienze di stampo internazionale, pronta a varcare i confini nazionali.

    Questo è il futuro delle nuove generazioni. Generazioni che non hanno paura delle sfide, ma che sono curiosi di scoprire il resto del mondo.

    Mi ha fatto piacere leggere sui suoi social, una frase in cui si descrive 

    Sono parole di una giovane donna talentuosa e con tanti progetti da realizzare, la nostra redazione le fa un grande in bocca al lupo, affinché possa diventare quello che più desidera.

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