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Sicilia, anche il Movimento Cristiano Lavoratori si associa al Messaggio della Conferenza Episcopale Siciliana nella prossimità della scadenza elettorale

del 2022-09-22

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Anche il Movimento Cristiano Lavoratori di Sicilia, come già anticipato dall’illuminato messaggio della Conferenza Episcopale Siciliana, ritiene sia tempo di “rinnovare patti di lealtà fondati su un autentico desiderio di relazione tra rappresentanti e rappresentati, su una fiducia reale nelle risorse umane, valoriali, culturali e spirituali di ognuno”.

  • clemente a7 novembre 2021
  • È tempo di affrontare i temi salienti del lavoro e della formazione professionale, della famiglia e delle  politiche a sostegno della natalità, delle attività ecosostenibili per la cura del creato, della legalità e dei  principi costituzionali, della sanità e dell’assistenza, ponendo particolare attenzione anche alla Questione Meridionale ancora aperta, che continua a svuotare la nostra Isola di giovani, opportunità e futuro.

    I nostri prelati affermano che “la gioventù è diventata in Sicilia, in questi decenni, una forma della  povertà”. Il tasso elevatissimo di disoccupazione, l’assenza di una mobilità di ritorno, l’incapacità di  integrare le risorse della nostra terra con percorsi formativi che riescano a valorizzarla, portano i nostri  giovani a un bivio: partire senza nostalgia o restare, senza reali opportunità di vita autonoma o lavoro,  se non precario.

    Riteniamo che le nostre esperienze, quotidianamente maturate sul campo, possano contribuire al  progetto di crescita della collettività, anche nello sviluppo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che sappia valorizzare la “solidarietà operosa”, come definita dai nostri vescovi, e che preveda un Piano di sostegno alla mobilità che, partendo dal Ponte Sullo Stretto, consenta lo sviluppo dell’Alta Velocità (almeno sulle tratta ferroviaria Palermo – Messina – Catania) come infrastruttura strategica per tutto il territorio.

    Consapevoli di rappresentare il sentimento comune, piuttosto che il pensiero unico, e fedeli alla  testimonianza evangelica sollecitiamo i prossimi governanti a fare tesoro dell’esortazione di Papa Francesco, che considerando “il tempo, superiore allo spazio”, invita a mantenere lo sguardo sui processi nel solco del progresso umano, senza mire di potere. Occorre ancora parlare di lavoro non come miraggio, né come favore, ma come elemento fondante della dignità di ogni siciliano.

    Al nuovo Governo chiederemo di valorizzare ogni ambito con i propri talenti, per costruire politiche incentivanti, che prestino attenzione alla sostenibilità ambientale e che siano inclusive nell’impatto sociale, anche nei confronti della piccola imprenditoria, spesso trascurata.

    L’approccio è quello suggerito dal processo di transizione ecologica ed energetica che, oltre ad essere un’esigenza imprescindibile, costituisce sicuramente un'opportunità per la nostra Isola. Dobbiamo saperla interpretare con una visione che vada oltre e che non si appiattisca sulle logiche spartitorie del passato, partendo dall'esistente: dal grande patrimonio paesaggistico e culturale, che abbiamo ereditato e che non dobbiamo disperdere; dalle strategiche infrastrutture portuali, che ci collocano quale piattaforma nel Mediterraneo; dai tanti, ma sottodimensionati, ambiti aeroportuali, che nessuna altra regione d'Italia può vantare; dalle ambiziose “start up” che caratterizzano alcune aziende innovative, già presenti sul territorio.

    La transizione ecologica ed energetica, per generare sviluppo, deve diventare elemento trasversale che, a partire da un ovvio trasferimento di tecnologie in campo industriale, educhi le comunità alla responsabilità e coinvolga le pubbliche amministrazioni, sapendo adeguatamente sviluppare i progetti pubblici ed amalgamarne le competenze, sostenendo processi di economia circolare che rispettino ogni identità e valorizzino ogni peculiarità. Siamo ai primi posti per Fondi Europei assegnati e terzultimi per capacità di spesa (drammatico il ritardo con il quale la macchina amministrativa regionale ogni anno riesce ad erogare i finanziamenti)!

    Riteniamo, allora, che sia ancor più necessario accelerare la spesa dei fondi, resi disponibili per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza regionale, promossi dagli Enti del Terzo Settore per la realizzazione delle attività di interesse generale, la cui assegnazione in Sicilia è ferma all'anno 2018.

    Riconosciamo, tuttavia, che in questi anni la Regione Siciliana, attraverso la meritoria opera dell'assessorato competente, ha assunto un ruolo importante sull’indirizzo e sul governo del fenomeno migratorio, svolgendo un'azione efficace nella prevenzione e nel contrasto dei fenomeni di sfruttamento lavorativo e caporalato. È necessario che questo impegno continui e si dia piena attuazione alla legge regionale per l'accoglienza e l’inclusione.

    Infine, nel Paese sempre più smarrito, non possiamo sottacere l’aberrante legge elettorale che regola le concomitanti elezioni politiche nazionali, non consentendo compiutamente la scelta di voto ed inibendo ogni libertà di espressione. Senza tralasciare i tanti candidati paracadutati, che mortificano le identità locali. Un’ulteriore lacerazione del rapporto tra Stato e cittadino!

    Auspichiamo, pertanto, una cittadinanza attiva che sappia fare fronte a tali storture e distorsioni, e che consenta di rianimare lo stato di salute della nostra fragile democrazia, asfissiata da nuove nomenklature che spesso si sostituiscono ai poteri dello Stato, abusando di meccanismi autoreferenziali. Molto peggio della solita burocrazia!

    Abbiamo chiesto a Giorgio D'Antoni, Presidente regionale del Movimento Cristiano Lavoratori, alcune considerazioni in merito, avendo quale Aggregazione Laicale contribuito alle tesi del documento.

    “Il Messaggio dei vescovi di Sicilia – sottolinea D'Antoni – si rivolge a tutti i candidati ed a tutti gli elettori. Non sceglie da che parte stare, se non dalla parte dei siciliani.

    Anche il nostro Movimento vuole essere presente nel dibattito sociale e nella proposta politica col proprio vissuto quotidiano al servizio della collettività.
    C'è un evidente scollamento nel rapporto Stato - cittadino, che ci preoccupa e che impoverisce sempre più la qualità della nostra democrazia: molto peggio della solita burocrazia.

    Si sono istituzionalizzate delle nomenklature che ormai guardano ai loro algoritmi, senza preoccuparsi minimamente delle ripercussioni spesso nefaste sulla collettività che dovrebbero governare... e servire!
    Nonostante l'aberrante legge elettorale nazionale, che mortifica ed – a mio avviso – offende l'elettore, contiamo di essere portatori del sentimento comune, che difficilmente potrà essere rappresentato dagli eletti paracadutati e lontani dalla loro e dalla nostra realtà.

    Guardiamo allo “spessore del reale” con rettitudine ed onestà intellettuale, impegnandoci fattivamente – come ci raccomanda la CESI – per il futuro dei Siciliani “affinché la nostra terra torni ad essere una comunità di vita, di orizzonti, di speranze”.

    La legge elettorale siciliana è molto più avanti e molto più rispettosa del cittadino elettore.
    Speriamo lo sia anche il nuovo Governo regionale, in cui riponiamo grandi aspettative, anche in funzione del PNRR e della transizione energetica, che sia ecosostenibile e finalizzata al bene comune ed alla cura del creato, come sempre ci ricorda Papa Francesco.

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