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Partanna, domani presentazione del libro sulla storia de “lu Cucciddatu”, ore 18:00 presso l’ex Monastero delle Benedettine

di: Redazione - del 2024-01-04

Immagine articolo: Partanna, domani presentazione del libro sulla storia de “lu Cucciddatu”, ore 18:00 presso l’ex Monastero delle Benedettine

Anna Scovazzo, profonda conoscitrice dei luoghi degli usi e costumi di questo lembo del Belìce, sarà insignita del prestigioso riconoscimento di Custode dell’Identità Territoriale, in occasione della sua presentazione della pubblicazione “lu Cucciddatu” con la prefazione di Nino Sutera Coordinatore Nazionale Borghi GeniusLoci De.Co. in programma domani 5 gennaio a Partanna.

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  • “Mantenere vivo il fuoco che brucia vispo nei solchi lasciati dalle vite di chi abita questa terra, e alimentarlo con storie evocative ed emozioni travolgenti”.Con queste parole, Gustav Mahler, compositore e direttore d’orchestra austriaco del periodo tardo-romantico, definiva il concetto di tradizione.“Tradizione – sosteneva – non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco, e omaggiarla non è chinare il capo al passato o lasciare alle ceneri del ricordo il compito di portare fino a noi le immagini
    di un tempo ormai andato”.Una visione precisa, che ben si adatta all’azione  del “Borgo Genius Loci De.Co.” afferma Nino Sutera Nel caso di Partanna il tutto è avvenuto a seguito dell’adozione, da parte dell’amministrazione comunale  del percorso “Borgo Genius Loci De.Co.” della Libera Università Rurale, con apposita delibera della Giunta municipale nel 2014, che mette al centro il territorio.

    Il riconoscimento, dunque, è destinato a chi non solo promuove la tradizione dei territori in chiave identitaria, ma anche ai soggetti che mettono in atto un’efficace comunicazione del patrimonio enogastronomico autoctono. Si tratta di un’azione prioritaria, che consente alle varie realtà territoriali di acquisire maggiore incisività anche sotto il profilo turistico e nei confronti del visitatore o del viaggiatore. Questi ultimi, infatti, ritrovano nel cibo un insieme di valori, anche di carattere identitario, appunto.Come spiega lo stesso Nino Sutera, non a caso, al francese “terroir“, si preferisce il latino “Genius Loci” e non si tratta soltanto di una precisazione di ordine linguistico o terminologico.

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  • La seconda espressione, infatti, indica un equilibrio di forze e di energie che connota un luogo ben definito e una memoria irripetibile, espressa attraverso il legame affettivo verso un luogo d’infanzia o  un ricordo. Ma anche per un dolce o un piatto che sa di “folklore” e rimanda a una precisa dimensione etno-antropologica.

    “L’effetto Genius Loci – precisa Nino Sutera – attiene dunque alla capacità, propria di un territorio, di produrre grazie all’abilità dell’uomo che ne riconosce le specificità, l’unicità e la singolarità”.In sintesi, il valore. Al centro, c’è l’esigenza da più parti condivisa, di riappropriarsi dell’identità dei luoghi attraverso le prelibatezze gastronomiche e gli elementi storici e culturali del territorio.

    “Ma il processo va anche e soprattutto inteso – avverte Nino Sutera – come narrazione di un frammento di civiltà“. Ossia quel  “Genius Loci” che  Luigi Veronelli definiva come intimo e imprescindibile legame fra uomo, ambiente, clima e cultura produttiva.Il compito di ciascun “Custode dell’Identità Territoriale”, dunque, è valorizzare i simboli della terra congiuntamente alle bellezze ambientali e alle tradizioni popolari, comunicando e promuovendo il territorio. “Il Genius Loci – aggiunge Nino Sutera – è il territorio della memoria, il patrimonio collettivo, il valore più profondo della cultura mediterranea ed europea”. “L’unico anticorpo che abbiamo – conclude – rispetto alla cultura dell’indefinito  globale”.

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