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Aggressione al Pronto Soccorso CVetrano, è sempre più emergenza. “Organico ridotto e assenza di ambulatori specialistici tra le cause”.

di: Elio Indelicato - del 2024-04-08

Immagine articolo: Aggressione al Pronto Soccorso CVetrano, è sempre più emergenza. “Organico ridotto e assenza di ambulatori specialistici tra le cause”.

Qualche giorno vi avevamo raccontato dell'ennesima aggressione avvenuta presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale Vittorio Emanuele II di Castelvetrano, leggi la notizia cliccando QUI. E' stato provvidenziale l’intervento dei Carabinieri che hanno bloccato un uomo denunciandolo per resistenza a Pubblico Ufficiale ed aggressione a personale sanitario.

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  • L’aggressore di 58 anni aveva portato l’anziano fratello di circa ottanta anni al Pronto soccorso nella mattinata per un controllo urgente sullo stato di salute. 

    Nel momento in cui dopo qualche ora l’anziano è stato dimesso, pronto per salire in auto per andare a casa si sarebbe sentito di nuovo male e avrebbe perso i sensi. Il fratello a questo punto sarebbe risalito al Pronto Soccorso inveendo prima contro un infermiere, per poi colpirlo prendendosela un pò contro tutto e tutti. 

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  • L’arrivo dei carabinieri ha evitato il peggio e alla fine anche l’aggressore in stato collerico avrebbe ricevuto le cure degli stessi sanitari, mentre l’anziano veniva monitorato con altri accertamenti. Una situazione davvero insostenibile "figlia - come dice il responsabile del Pronto Soccorso il dottore Pippo Giammarinaro - di un organico ridotto da tredici unita a due più la mia presenza. Un reale rischio clinico per i pazienti e per gli operatori sanitari. I tre medici vengono supportati da altri colleghi di altre Unità operative. Il Pronto soccorso soffre anche della riduzione dei posti letto, dell’assenza di medici durante la notte, per non parlare dei lavori dell’adeguamento dei locali del Pronto Soccorso che dovevano durare tre mesi e che invece bisognerebbe capire dall’Asp di Trapani, perché vanno così al rilento". 

    I medici del Pronto Soccorso non hanno voglia di parlare poi lontano dai microfoni sulle aggressioni parlano di un ambiente stressato per la carenza del personale e degli ambienti angusti. "Spesso la sera arrivano persone che chiedono da mangiare - affermano - e cerchiamo di renderci utili. Bisogna capire l’ansia dei familiari che reagiscono con il grado culturale, spesso dell’istinto, che poi magari li porta a chiedere scusa". "E’ anche un problema di comunicazione - afferma un noto medico dell’Ospedale. Bisogna calibrarla a seconda con chi hai davanti. Dobbiamo noi medici e infermieri essere anche psicologi con i familiari e poi dovrebbe esserci una linea diretta con i Servizi sociali". 

    La dottoressa Antonella D’Angelo al servizio presso l’ASP di Trapani per molti anni in prima linea al Pronto Soccorso di Castelvetrano, raggiunta telefonicamente al nord dove lavora: "Da osservatore esterno, quale sono oggi, condivido un punto di vista che accomuna gran parte delle aree di emergenza. L’impossibilità a soddisfare le richieste dell’utenza ha diverse matrici: da un canto il personale e gli strumenti di supporto sono carenti, i percorsi di presa in carico e cura risultano complessi per la dislocazione periferica dell’ospedale di Castelvetrano che deve veicolare l’utenza verso altri nosocomi della provincia ed oltre; mancano sul territorio molti ambulatori specialistici che potrebbero alleggerire il carico di lavoro nell’area di emergenza".

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