In ricordo del Circolo "La Palma", "Lu Comitatu" di quartiere che partecipò ad un Carnevale indimenticabile
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-02-16

A pochi giorni dalla morte di Giuseppe Giancontieri è ancora vivo il ricordo dei favolosi anni Ottanta. Oltre alla sua attività imprenditoriale (fondatore della ditta di “spurgo” a Castelvetrano), è stato promotore - insieme a un gruppo di amici - dello storico circolo “La Palma”. In un periodo abbastanza ricco di eventi e tradizioni, anche i quartieri “lontani” dal centro storico erano pieni di vita. Correva il 1983 (circa) quando lo stesso Giancontieri, insieme a Bernardo Di Chiara, Francesco “Ciccio” Marchese, Natale Gucciardo, Giovanni Pasini e altri ancora, decisero di fondare “Lu Comitatu”.

In loro “gravava” la necessità di offrire un’occasione a giovani e adulti d’incontrarsi, giocare a carte e chiacchierare dopo una giornata lavorativa. I primi tempi furono di assestamento, una “sorta” di ritrovo per pochi intimi. Nel corso dei mesi invece, una volta constatato l’ingresso di nuovi soci, il circolo decise di avviare altre attività. Iniziò la collaborazione con le amministrazioni comunali castelvetranesi. Eventi e manifestazioni di ogni tipo diedero l’opportunità ai rioni “Cappuccini” e “Palma” di non isolarsi dal resto della città. In poco tempo vennero organizzati - nella storica piazzetta e in presenza del simbolo (la palma) - dei concerti.
Memorabile fu l’esibizione dell’indimenticato Aldo Piraneo. Era un giovane castelvetranese che amava la musica. La passione per il canto superava qualsiasi ostacolo possibile, a tal punto da rappresentare un prospetto dal futuro radioso. La sua vita fu spezzata da un incidente stradale. La partecipazione (attiva) di massa divenne una delle più grandi vittorie ottenute. E allora, perché non provare qualcosa che potesse coinvolgere l’intera cittadinanza? Correva l’anno 1988, quando i soci ebbero l’intuito di pianificare uno dei carnevali più allegorici mai visti in paese.

Grazie alla collaborazione dell’amministrazione guidata dal sindaco Vito Li Causi, i singoli quartieri si trovarono a decidere i costumi e il ballo da presentare (con tanto di premi finali). Furono giorni festanti, emozionanti, ancor oggi ricordati da buona parte dei castelvetranesi (di una certa età). Uno di quegli eventi che meritavano e meriterebbero una riproposizione.
Tra luci, coriandoli, colori e sorrisi, Castelvetrano si apprestava a vivere giornate irripetibili. Bambini e adulti dipinsero immagini coese, dove - oltre alla rappresentazione di quartiere - mostrarono una “vera” identità territoriale. I comitati dell'Itria, del Santo Padre e molti altri fecero da cornice al “richiamo” dei concittadini della Palma. Rimane (con un pizzico di malinconia) impressa la gioia dipinta sui volti dei partecipanti. In un’epoca lontana dai social, i pochi scatti dell’epoca sono cimeli unici, di un evento che fece la storia. La bellezza fatta di semplicità. Una delle attese maggiori era, inoltre, appunto la festa della “Palma”. Organizzata nel mese di settembre, rappresentava in primo luogo il duro impegno portato avanti da un gruppo di amici. Balli ed esibizioni varie rallegravano il pubblico presente. “Lu comitatu” durò sette anni (circa). Nato dal nulla, giorno dopo giorno furono consolidate diverse idee e questo, ancor oggi, fa parte di un pezzo della “Castelvetrano Storica”. Perché non provare a rinverdire i fasti d’un tempo?

















