Castelvetrano ricorda, i fratelli Russo eccellenti stuccatori attivi nel XVIII secolo
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-08-25

(ph. Immagine tratta dal profilo del Castelvetranese Doc)
Castelvetrano, città degli stuccatori! Tra i grandi interpreti del XVIII secolo, la famiglia Russo (precisamente tre fratelli - ricordati anche come Rosso) è stata protagonista indiscussa della scena siciliana dello stucco in “liscio”. Ispirati dal Serpotta e allievi dei Curti, hanno operato nel territorio trapanese, eseguendo opere dal valore inestimabile. I tre fratelli (Francesco, Giovanni e Giuseppe) sono stati figli di un periodo glorioso nel panorama architettonico. Entrare nei “singoli” particolari di ciascun personaggio è un merito al valore. Proviamo a calcare - di ognuno - gli aspetti e opere più importanti. Francesco - insieme agli altri due - iniziarono a farsi strada sin dal 1734. I primi lavori di stucco vennero eseguiti nella Chiesa Madre di Salaparuta (distrutta successivamente con il terremoto del 1968).

Inoltre, Francesco, unitamente a Giuseppe, eseguirono dei lavori presso la Chiesa di Sant’Oliva ad Alcamo. Ecco un estratto del periodo: “l’11 aprile del 1770, insieme al fratello Giuseppe si impegna a eseguire per la chiesa alcamese di Sant’Oliva - tutte l’opere di stucco… bene et magistribilmenti … come ponere… calce della migliore qualità, arena, gisso e polvere di marmo. Su disegno dell’architetto Francesco D’Alessandro, il prezzo convenuto è di 200 onze. Nel 1761, per una somma convenuta di 13,3 onze, Francesco esegue stucchi in basso ed altorilievo per la Cappella di S. Stefano della Matrice di Partanna. Dagli studi dello storico Marchese si apprende - per quanto riguarda Giovanni Russo - i lavori di stucco con il fratello Giuseppe presso la cappella del Seminario Vescovile di Mazara del Vallo (1769-1771).
Di notevole importanza sono gli interventi presso il Purgatorio di Castelvetrano (sempre da parte dei due fratelli) con parte della decorazione. Lo stesso Giovanni esegue, in collaborazione con altri stuccatori, una serie di ornamenti presso la Chiesa di S. Giovanni Battista (insieme a Paolo Curti) e S. Francesco di Paola (insieme a Gaspare La Rosa). Nel 1778 restaura le statue della Trasfigurazione, eseguite nel 1702 da Vincenzo Messina per la Chiesa Madre di Partanna. Per quanto riguarda Giuseppe, nel 1764 stucca il Coro della Matrice di Salaparuta. I tre fratelli hanno operato fino al 1791.

Da rimarcare, ove fosse possibile, la discrepanza di alcune fonti. Spesso gli storici (Marchese, Quinci e Regina) hanno rilevato notizie non conformi. La storia dei fratelli Russo gira attorno alla veridicità delle stesse fonti. Fatto testimoniato dai dati in possesso. Un esempio su tutti? I lavori eseguiti presso la Chiesa Sant’Oliva di Alcamo. Se la maggior parte degli storici attribuisce a Giuseppe e Francesco l’esecuzione materiale, il Marchese riconosce la presenza del terzo fratello (Giovanni) come collaboratore attivo. Una curiosità di non poco conto. E questo, ancora una volta, avvalora la tesi sulla compiutezza o meno delle indagini storiche.
Di certo, rimane la bellezza delle opere. Dei fratelli Russo invece, oltre all’impegno profuso, una menzione speciale che li relega - di diritto - nelle eccellenze castelvetranesi. Un motivo di vanto che merita le dovute attenzioni (anche future).
















