Ex Zeus Hotel, avviati lavori preliminari. Primo passo verso l'inizio del progetto "Social Housing"
di: Elio Indelicato - del 2025-09-23

Dopo decenni si aprono le porte dell’ex Zeus Hotel a Castelvetrano, confiscato alla mafia per lo sgombero, la rimozione il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti. Ai tanti cittadini che passavano della via Vittorio Veneto era sembrato l’inizio dei lavori di riqualificazione dell’immobile per usi poi sociali. Si tratta di lavori preliminari che riguarderebbero anche la sanificazione dell’edificio per una futura destinazione grazie al progetto “Social Housing” in partenariato tra il Comune di Castelvetrano affidatario dello Zeus Hotel e lo Iacp di Trapani.

Intanto è ufficiale e costituisce un altro passo avanti, l’aggiudicazione dell’appalto integrato alle imprese Dibiga srl e Celi Energia. Il progetto esecutivo, già affidato a professionisti, si potrà redigere solo con l’immobile sgombero di cose masserizie e quant’altro e sarà sempre lo Iacp che dovrebbe approvarlo, poi tutte le fasi successive. L’ex Zeus Hotel diventerà un luogo che ospiterà giovani coppie, in difficoltà, extracomunitari e anziani autosufficienti per un determinato periodo di tempo.
L’importo finanziato ammonterebbe a circa 5 milioni di euro. L’edificio si compone di cinque piani fuori terra con ampi parcheggi sotterranei e allo stato attuale si presenta in pessime condizioni per la mancata manutenzione da decenni. Durante le scorse sindacature si parlò anche di demolirlo e fare una piazza nell’area occupata dall’edificio ma ulteriori controlli tecnici hanno assicurato che l’edificio è sicuro dal punto di vista statico. Spesso negli ultimi anni è diventato dormitorio per extracomunitari e senza tetto e ci sono stati diversi interventi di tamponatura esterna anche con i conci di tufo per evitare l’ingresso di estranei.
Lo zeus Hotel prima che fosse acquistato dall’ex imprenditore Giuseppe Gricoli fu, sin dagli anni sessanta, crogiuolo di attività commerciali di affari che si facevano all’interno dell’ampio salone soprattutto con l’arrivo della campagna olearia. Poi successivamente il suo declino fino a
diventare sala di ballo esclusivamente durante il periodo di carnevale allora organizzato dalla Società operaia.

















