Campagna olivicola 2025: Coldiretti, produzione in aumento del 30% in tutta Italia
di: Filippo Siragusa - del 2025-09-24

Sta per iniziare ufficialmente la nuova campagna di raccolta delle olive. Nel Belìce, l’attesa tra i produttori di Olive Nocellara, cresce di ora in ora, anche in funzione delle prime piogge tanto attese. Nel territorio tra Castelvetrano, Partanna e Campobello di Mazara, sono migliaia gli operatori che vivono di olive e di olio. Secondo i dati di Coldiretti Unaprol e del Sole 24 ore, le previsioni quest’anno sono buone. Gli esperti indicano una decisa ripresa rispetto al 2024, anno critico a causa della prolungata siccità. Le stime congiunte di Unaprol, Coldiretti e Foa Italia, dicono che la produzione nazionale di olio dovrebbe raggiungere le 300mila tonnellate, registrando un aumento del 30% rispetto allo scorso anno. Si tratta però di dati preliminari, da confermare in base all’andamento climatico delle prossime settimane.

La situazione risulta invece più critica nelle regioni del Nord e del Centro Italia. Al Settentrione, il maltempo ha causato un crollo produttivo stimato intorno al 40%, mentre al Centro la situazione è più disomogenea, con riduzioni medie comprese tra il 10% e il 15%, a seconda delle aree coinvolte. La campagna 2025 inizia con una novella normativa destinata a rivoluzionare la tracciabilità del prodotto. Coldiretti e Unaprol, hanno chiesto e ottenuto, l’obbligo di registrare ogni movimento delle olive entro sei ore dall’acquisto, senza alcuna interruzione. Un provvedimento fondamentale a tutela di chi, secondo quanto affermato dal vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, questa misura chiude definitivamente l’epoca delle olive senza nome e apre una nuova fase basata su trasparenza e responsabilità.
Il comparto olivicolo italiano continua a essere una colonna portante del Made in Italy agroalimentare, con circa 400mila aziende attive, 250 milioni di piante e 533 varietà autoctone, che rappresentano il più vasto patrimonio di biodiversità al mondo nel settore. L’Italia detiene inoltre il primato europeo per numero di oli extravergini certificati, con 43 DOP e 7 IGP. L’obiettivo, condiviso da istituzioni e operatori del settore, è rafforzare il posizionamento dell’olio extravergine d’oliva italiano sui mercati globali, puntando su qualità certificata, tracciabilità e promozione internazionale.

Come sempre, i produttori belicini attendono di sapere quali prezzi si stabiliranno per le olive e per olio. Funziona da sempre cosi. Un sistema che viene deciso dall’atavico incontro commerciale tra napoletani, laziali, trasformatori e i produttori. L’anno scorso i prezzi sono lievitati rispetto al 2023. E quest’anno? Ancora è presto per saperlo. Le stime parlano di una moderata crescita di produzione lorda vendibile rispetto al 2024. Il sistema commerciale delle olive verso il consumatore finale rimane per l’80% nelle mani delle aziende che risiedono tra Napoli e Roma.
Per i produttori, la vendita di olive da tavola è molto più redditizia di quella dell’olio d’oliva, con margini significativamente più elevati. Con una produzione annua di circa 77 mila tonnellate, secondo i dati de Il Sole 24 Ore l’Italia non riesce a soddisfare il consumo interno, che si attesta intorno a 149 mila tonnellate. Questo squilibrio rende necessarie consistenti importazioni, prevalentemente da Spagna e Grecia. Questi dati indicano la possibilità di espandere la produzione di olive da tavola Nocellara. Il mercato italiano vuole più olive. Un dato interessante per i giovani che intendono investire nel settore.
Ai microfoni di CNews.it Enza Viola, Rappresentante Consulta Agricoltori risponde alla domande di Filippo Siragusa sulla situazione attuale dell'agricoltura del territorio in vista della campagna olivicola 2025














