Quando Castelvetrano primeggiava ai Giochi della Gioventù
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-05-09

“Sogna in grande, sii te stessa, fidati del tuo istinto”. Perchè non chiederlo alle giovani studentesse De Simone, Margherita Lipido, Gancitano, Sangiorgi, Quinci, Antonina Giardina, Lo Piccolo, Maria Giardina, Nicoletta Lipido, D’Antoni, Pandolfo e Balisca? Chi erano costoro? Nel gioco dell’esaltazione dei ricordi, oggi rappresentano un vanto castelvetranese. Nella memoria degli sportivi, non trovano spazio solo (ed esclusivamente) le gesta della Folgore. Oltre alla lunga storia rossonera, alcuni avvenimenti hanno lasciato traccia del loro passaggio.

Correva il 1989 quando, seppur in poche righe, il Giornale di Sicilia esaltò le prestazioni di dodici pallavoliste castelvetranesi. Come ogni anno, a partire dal lontano 1968 (approvazione del progetto), la nostra città partecipava ai Giochi della Gioventù promossi dal CONI. Le scuole medie mettevano in campo fior di talenti in varie discipline. Tra queste, la pallavolo maschile e femminile erano i fiori all’occhiello. Tre anni prima - precisamente nel 1986 - dopo aver ottenuto un secondo e terzo posto in ambito nazionale, i ragazzi conseguirono un clamoroso primo posto.
A distanza di pochi anni, furono le giovani studentesse della scuola media “Pappalardo” a rappresentarci nel territorio italiano. Accompagnate dai professori (e allenatori) Francesco Accardo e Benedetta Randazzo, le “ragazze terribili” diedero scacco matto agli avversari. Dopo aver superato le prime fasi, la compagine castelvetranese incontrò nella prima gara del torneo di Castellana (Bari) la Puglia (per 2-1). Poi, le successive sfide videro le “nostre” battere la Campania e la Basilicata (entrambe per 2-0). Un risultato importante e storico. Oltre all’evento “puramente” sportivo, vennero fuori sia le singole qualità tecniche che di gruppo. Elementi imprescindibili per il raggiungimento di un obiettivo sperato ma impensabile alla vigilia. Le vittorie in successione diedero il (là) alla fase nazionale. Prestigio e onore in rappresentanza di una regione intera: la Sicilia. Settimane di passione accompagnarono le ragazze, unite per ben figurare al cospetto delle migliori. Sacrifici e impegni senza dimenticare gli studi. Un binomio oggi spesso dimenticato.
Purtroppo i Giochi della Gioventù durarono fino al 1996. Dopo undici anni d’interruzione, furono ripristinati e (accompagnati) dallo slogan: “Tutti protagonisti, nessuno escluso”. Dieci anni dopo vide svanire definitivamente la magia che li aveva contrassegnati nel tempo. Una grave perdita per la caccia ai talenti nascosti. Da quel momento non fu più la stessa cosa. Oltre al mancato agonismo (sempre e nel rispetto dei valori etici), lo sport - definito da molti come un impegno continuo - è stato percepito negativamente, uno sforzo da non sostenere. E per chi, come le studentesse castelvetranesi, sarebbe fantastico poter raccontare quelle settimane con aneddoti e curiosità. Incitare e spingere i giovani d’oggi a riflettere sull’importanza e la bellezza del gruppo coeso. Aspetti che possono influire anche emotivamente. Un ricordo speciale per lo sport di casa nostra, come tanti altri che meriterebbero di essere menzionati.

















