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Folgore 1-0 Massiminiana, il primo passo verso la gloria - 9 giugno 1963

di: Salvatore Di Chiara - del 2025-05-21

Immagine articolo: Folgore 1-0 Massiminiana, il primo passo verso la gloria - 9 giugno 1963

Curiosità, aneddoti e partite epiche fanno parte della gloriosa storia rossonera. Incontri che hanno caratterizzato il lungo cammino della compagine folgorina. Tra le gare più importanti della storia, senza ombra di dubbio, lo spareggio per l’accesso in Serie D del 1963. Dopo la cocente delusione dell’anno precedente, culminata con la sconfitta nella finale contro il Paternò (dopo aver vinto il proprio
girone di I Categoria - attuale Eccellenza), fu tempo di rivincita. La squadra tanto cara al commendatore Taormina rivinse per il secondo anno di fila il proprio girone. La Folgore giunse prima dopo aver duellato con la Fincantieri di Palermo e l’Enel Sages (altra società palermitana). Con 65 reti fatte (miglior attacco del girone), solo 10 reti subite (miglior difesa) e due sole sconfitte in 30 incontri (con 21 vittorie all’attivo), i nostri beniamini dovettero affrontare la forte Massiminiana di Catania.

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  • Gli etnei avevano stravinto il torneo con ben sette punti di vantaggio sul Ragusa. La finale si disputava su doppio incontro (andata e ritorno) ed eventuale spareggio in campo neutro se nessuna delle due compagini avesse prevalso sull’altra (non era prevista la lotteria dei rigori). La gara di andata si disputò al Paolo Marino. In città si respirava aria di grande calcio. Sin dai primi giorni della settimana l’attesa fu tanta. I tifosi di casa erano sicuri che stavolta la vittoria non sarebbe sfuggita. Il sogno
    della Serie D era a portata di mano e con la squadra allestita dal presidentissimo, tutto sembrava più facile. Mister Gisberti contava sull’affetto dei tifosi e la condizione fisica ottimale degli undici
    rossoneri. A partire dalle 13 di domenica 9 giugno furono aperte le porte per dare la possibilità a tutti di entrare allo stadio. Addirittura - cronache del tempo - parlano di spettatori che pagarono il biglietto
    al termine del primo tempo. Assistettero alla gara 5000 tifosi (cifra record). I protagonisti - nel dopo gara - dissero di non aver mai sentito un tifo così sfrenato. Roba da Serie C… e non solo!

    La Folgore si presentò con i seguenti calciatori: Morana, Marino, Zampolli, Angeretti, Corrao, Mirabella, Grammatico, Bertoglio, Picciolo, Tranchina e Brugnera. I catanesi risposero con: Bonanno, Di Mauro, Liardo, Calcagno, Manasseri, Samperi, Puliafito, Dugo, Bongiovanni I, Cannarozzo e Coci. Allenatore: Russo. La gara fu un monologo rossonero. Ottanta minuti su novanta vennero giocati nella metà campo catanese. Sin dalle prime battute l’irruenza rossonera creò scompiglio nell’area avversaria. Tolte un paio di conclusioni ospiti; al 19’ con del primo tempo con un tiro dalla distanza e al minuto 29’ della ripresa con una girata di testa di Samperi, salì in cattedra il portiere ospite Bonanno. Nel giro di pochi minuti intervenne con tre parate importanti, specialmente su un tiro-cross scagliato da Bertoglio. Anche Tranchina al minuto 36’ provò l’assolo, con parata di piede dell’estremo difensore ospite.

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  • Dopo un’altra occasione capitata sui piedi di Angeretti, l’arbitro Milia di Messina saliva in cattedra e annullava una rete (grossi dubbi) a Picciolo. Su un calcio d’angolo, l’attaccante si faceva trovare pronto all’appuntamento e depositava in rete. Nessuno seppe dare spiegazioni al caso. Altra girandola di occasioni prima della conclusione del quarantacinquesimo. Una sforbiciata di Grammatico sorvolava di molto la traversa e altri due tiri terminarono a lato di poco. Al termine del primo tempo serpeggiava un certo ottimismo, ma allo stesso tempo un pò di nervosismo per i tanti sprechi. Alla distanza la squadra uscì fisicamente, chiudendo qualsiasi varco alle poche offensive della Massiminiana.

    Dopo una parata strepitosa di Bonanno al primo minuto della ripresa, al terzo la palla calciata da Brugnera lambiva la traversa. Al 18’ una grande occasione sui piedi di Grammatico. Su uno spiovente di Marino, lo sgusciante numero sette folgorino girava al volo e colpiva l’incrocio dei pali. Una maledizione! Dopo un paio di calcioni non redarguiti, a farne le spese fu l’attaccante Coci che venne espulso al minuto 24’. Il forcing rossonero produceva un’altra rete (giustamente annullata a Picciolo) e due conclusioni di Brugnera. Quando le speranze stavano svanendo, al minuto 86’ il bomber Picciolo arpionava un cross di Tranchina e, sistemata la palla per calciare, lasciava partire un bolide che si insaccava alle spalle di Bonanno.

    Le urla di gioia del Paolo Marino furono avvertite anche a distanza siderale. Un attaccante di razza sfortunato (morì nel 1965 per un incidente stradale) che - a detta di molti - è stato reputato tra i migliori di sempre (insieme a Di Crescenzo e Tilotta). Al termine della gara fu tripudio rossonero. Molti tifosi varcarono le recinzioni e portarono in trionfo il presidente e l’attaccante Picciolo.

    L’allenatore della Folgore dichiarò: “E’ stata una gara ben giocata, con sprazzi di buon calcio e tanta sfortuna. Vinceremo anche al Cibali”. L’attaccante Picciolo - con il volto sfiancato dalla stanchezza -disse: “Una partita stregata. Un goal annullato ingiustamente e una gioia che porterò sempre con me. Un tifo incredibile”. Tra i volti felici, senza dubbio quello del difensore Marino. Oltre alla bella prestazione e la vittoria, l’interessamento del Palermo calcio. Si lasciò andare con un semplice: “Sono felice dell’interessamento del Palermo e altre società blasonate, ma penso a vincere con la Folgore”.

    In casa etnea volti scuri e grigi. C’era una partita da giocare, un ritorno da vivere. La prestazione scadente non lasciava presagire nulla di buono. Un pomeriggio da leoni, con i tifosi euforici e pronti a invadere il mitico Cibali di Catania. L’immagine della festa rimarrà uno degli episodi più iconici della nostra amata Folgore.

     

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