Folgore 1-0 Palmese, una giornata da ricordare. Amarcord del 3 dicembre 1950
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-06-02

“A gambe all’aria la capolista a Castelvetrano!” Un titolo che la dice lunga sulla partita disputata tra Folgore e Palmese il 3 dicembre del 1950. La città calabra (compagine conosciuta anche con il nome Palmi) è accomunata (nelle sfide contro i rossoneri) - da sempre - da episodi controversi (e particolari). Molti ricordano i fatti accaduti nel febbraio del 1974 quando, purtroppo, la gara salvezza (terminata 0-0) vide protagonista l’arbitro lucano Atena, con tanto di squalifica del Paolo Marino per due anni. Il racconto di oggi ci spinge a corsi e ricorsi storici di ben 24 anni prima.

Correva appunto il 1950, quando al Marino andò in scena la capolista Palmese. Alla sesta giornata di campionato i neroverdi erano imbattuti, mentre i padroni di casa cercavano la prima vittoria stagionale. Nell’allora torneo di Promozione (attuale Serie D), sin dalle prime giornate, la Palmese diede vita a un testa a testa (della Palmese) con il Caltagirone. I padroni di casa (ultimi insieme al Milazzo) erano alla ricerca di punti salvezza.
Davanti a un pubblico numerosissimo, i folgorini si schierarono con: De Petri, Dassani, Lamberti, Massera, Checchi, Ziletti I, Pedrazzini, Storta, Ruccione, Di Crescenzo e Ziletti III. L’allenatore-giocatore Ziletti I - fortemente voluto dal presidente e Commissario Prefettizio di Castelvetrano dott. Salvatore Li Gotti, sapeva di non poter sbagliare. Al cospetto dell’avversario più quotato, decise di schierare una formazione molto offensiva. Il tridente formato da Pedrazzini, Ruccione e Ziletti III supportarono la stella folgorina Di Crescenzo.

Dopo un avvio stentato, con gli ospiti a dominare nel gioco e occasioni da rete, il tifo incessante diede la spinta necessaria per creare dei seri pericoli in area avversaria. L’estremo difensore rossonero compì un paio di miracoli, specialmente in un’occasione, l’unica creata dal forte attaccante Ferrara. Il centravanti calabrese fu marcato con irruenza dallo stopper Checchi, autore di una prestazione sontuosa. I due mediani Storta e Massera (calciatore proveniente dalla vecchia Serie C) disputarono una partita gagliarda. Crearono una sorta di muro invalicabile per permettere a Ziletti I di muoversi in cabina di regia.
Quando i folgorini sembravano a un passo dalla capitolazione, ecco il guizzo vincente. Il funambolo Pedrazzini, piccolo di statura e sgusciante nei suoi movimenti e finte di corpo, superò un paio di avversari e scagliò un tiro angolato. Nulla da fare per l’estremo difensore ospite. Da quel momento in poi fu un assedio calabrese, che misero in mostra le caratteristiche che le avevano permesso di presentarsi a Castelvetrano da imbattuti: velocità, gioco semplice e movimenti di squadra.
Salirono in cattedra i vari Bumbaca, Luisa, Dapas e Zanni. Le loro occasioni vennero sventate da De Petri, risultato essere il migliore in casa folgorina. Al triplice fischio finale, i tifosi di casa esultarono. La prima vittoria in campionato coincise con la prima sconfitta degli avversari. Folgore che iniziò la sua risalita in classifica, giungendo al sesto posto finale.
Quella gara sancì il cambio di rotta tanto annunciato alla vigilia. Fu e rappresentò l’inizio di una scalata importante a tal punto che qualcuno sognò la promozione in serie C. Non accadde, ma rimane impressa la qualità mostrata (cronache del tempo) di una squadra che se la giocò a viso aperto con qualsiasi avversario.
















