Presentazione su Salvatore Giuliano, fra gli autori anche il castelvetranese Luigi Simanella
di: Redazione - del 2025-12-02

Lunedì primo dicembre 2025 si è svolta, presso la “Sala Mattarella” del Palazzo Reale di Palermo
(sede dell’Assemblea Regionale Siciliana), la presentazione del libro “Giuliano mito o….”. Il volume contiene i racconti e le testimonianze di alcuni noti scrittori che, a vario titolo, hanno illustrato i poliedrici aspetti della complessa vita di Salvatore Giuliano: Sara Favarò di Vicari, Leoluca Cascio di Corleone, Michele Nigro e Carmine Mancuso di Palermo e Leonardo Gentile di Mottola.

Il progetto è nato da un’idea di quest’ultimo, di pubblicare un libro sull’argomento destinando il ricavato della vendita alla “Fondazione Franco e Piera Cutino”, che si occupa dei pazienti affetti da talassemia, delle connesse patologie e delle malattie rare del sangue. Il progetto, condiviso e promosso dal presidente dell’Anfi (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) di Palermo, Generale di Brigata (c.a.) Umberto Rocco, ha preso corpo grazie ai citati scrittori e alla disponibilità della Rise&Press che ne ha curato la pubblicazione. Dopo una breve premessa sul contenuto del libro e un doveroso ringraziamento ai partecipanti, il moderatore, dott. Antonio Parlato, ha passato la parola all’onorevole Mario Giambona che ha portato i saluti del presidente e dei componenti l’Assemblea Regionale.
E’ intervenuto, a seguire, il generale Rocco che ha illustrato le ragioni che hanno mosso la promozione del volume, cioè la volontà di sostenere la ricerca per la cura della talassemia. Si sono succeduti poi gli autori, che hanno brillantemente illustrato i diversi aspetti e la movimentata vita del bandito. È anche intervenuto, in videoconferenza da Bruxelles, l’europarlamentare Giuseppe Lupo che ha promosso l’idea di sostenere gl’interventi finanziari nel settore sanitario (prevenzione, cura e ricerca) a livello comunitario. È spettato, quindi, al professor Aurelio Maggio, presidente della Fondazione, fare il punto sulla cura genetica della malattia e sull’importanza dell’informazione preventiva della patologia a partire dalle giovani leve.

I lavori sono stati seguiti da una vasta e attenta platea di ospiti, accreditati, appartenenti a varie e diverse categorie: Forze dell’Ordine, personalità politiche e culturali, gente comune interessata ancora oggi alla figura di Salvatore Giuliano. Fra il pubblico anche i due nipoti del bandito, l’omonimo Salvatore Giuliano e Giuseppe Sciortino, che hanno assistito in composto silenzio ai vari interventi. Fra gli autori anche il castelvetranese Luigi Simanella che ha chiuso il dibattito. Egli ha raccontato, prima il percorso conoscitivo del fenomeno Giuliano presentando il suo libro “Salvatore Giuliano…morto o vivo?
La storia di un uomo bandito dallo Stato, strumentalizzato dalla politica, annientato dalla mafia” e, poi, ha spiegato di come il libro, pubblicato nell’anno 2007, avesse suscitato l’interesse dei mass media a livello internazionale e della D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia) di Palermo, guidata dal procuratore aggiunto dr. Antonio Ingroia. Questi, incaricato di svolgere indagini conoscitive sul caso, ha disposto la riesumazione dei resti del corpo di Giuliano, o presunti tali, avvenuta il 28 ottobre del 2010 presso il cimitero di Montelepre, città natia del bandito, presente anche Simanella.
Gli esiti comunicati alla stampa, se da un lato lasciarono intravedere la possibilità che il cadavere poteva essere riconducibile a Giuliano, dall’altro istillarono qualche dubbio che portava a diverse considerazioni. Alla fine, come ogni storia su Giuliano, dubbi e certezze viaggiano su linee parallele senza mai incontrarsi in un punto preciso chiamato verità.
















