Castelvetrano ricorda, frammenti di vita vissuta da “L’aereo toccò finalmente terra”
di: Giovanna Casapollo - del 2026-02-08

(ph. Il castelvetranese doc)
Ricordi di Castelvetrano con quelli vissuti in Sardegna negli anni '50, '60 e '70 tratti dal volume "L’aereo toccò finalmente terra".

La sera si andava a passeggiare nella via Vittorio Emanuele, la strada principale di Castelvetrano, per guardare e farsi guardare. I negozi di abbigliamento più eleganti facevano bella mostra di sé con quanto di meglio avevano per attirare l'attenzione dei possibili compratori. Noi ragazze ci soffermavamo specialmente davanti alle vetrine di Ruffino, il negozio più elegante del paese che offriva allo sguardo incuriosito le migliori marche del tempo. I cartellini dei prezzi non erano esposti perché chi veniva attratto da qualche capo doveva entrare nelle grandi sale, dove vetrine e banconi esponevano i capi migliori.
La famiglia Ruffino insieme alle commesse era sempre occupata a parlare e a conversare con le clienti che si lasciavano irretire dalla garanzia sulla qualità del capo da indossare e sulla unicità dello stesso. Infatti se volevi evitare di incontrare qualcuno che indossava lo stesso capo dovevi averlo comprato nel negozio del signor Ruffino. La moglie, una bella donna sempre ingioiellata, si intratteneva con le clienti scambiando informazioni e facendo pettegolezzi mentre lodava i capi in prova, sottolineando come la silhouette se ne avvantaggiasse. Signore grasse o sovrappeso nel negozio trovavano sempre, con i consigli e i suggerimenti delle commesse, quello che faceva per loro e poi accettavano supinamente di pagare alte cifre per quei capi che avrebbero garantito loro prestigio e rispettabilità.

Nella stessa strada principale si affacciava il negozio della signora Parenti, specializzata nella vendita di stoffe di tutti i tipi e di qualità, anche lì, il chiacchiericcio tra venditrice e clienti animava l'atmosfera, le vicende personali di ognuno venivano condivise e le compratrici divenivano amiche temporanee che sentendosi bene accolte si rendevano disponibili ad acquisti anche non previsti. La famiglia Parenti possedeva una casa in campagna con un campo coltivato a vigne e alberi di frutta al limite della nostra vigna e della nostra casa di campagna a S. Alessio, zona alta del paese, dove i concittadini trascorrevano le vacanze estive, con un microclima fresco e adatto ai bambini e alle persone che avevano bisogno di respirare aria pura.
Tutte le volte che si andava in negozio le conversazioni vertevano sulla campagna e su quanto vi si produceva. Mia nonna comprava in quel negozio stoffe che poi utilizzava per realizzare vestitini per noi bambini che non indossavamo sempre volentieri, perché i modelli erano di suo gusto e spesso ci lasciavano scontenti e avviliti.
Altro negozio famoso e frequentato era quello delle sorelle Anna e Rosa Tardini che vendevano passamanerie di ogni tipo, tutti eravamo ammaliati dai nastri e applicazioni dorate o dai vellutini colorati. Tutte le sarte del paese frequentavano quelle vetrine ricche di preziosità. Tantissimi tipi di passamaneria come pizzi, nastri, sangallo o tulle ricamati che servivano per decorare e rifinire abiti ed oggetti di arredamento. Passamaneria acquistabile al metro, disponibile in diverse varianti di colore e per qualsiasi idea si volesse realizzare. Le signorine eternamente giovani e ben curate, sia nell'abbigliamento che nei capelli avevano dei modi gentili e pazienti, disposte ad accontentare tutte le esigenze di clienti incontentabili e indecisi. I due fratelli gemelli, anch'essi non sposati, che con la loro presenza in negozio garantivano la sicurezza nel lavoro delle sorelle, si limitavano a corteggiare timidamente le clienti carine.
Nella via principale si affacciavano negozi di tutti i tipi: di scarpe, di giocattoli e di abbigliamento dai prezzi più modesti. In ognuno di questi esercizi gli acquirenti si soffermavano e allacciavano rapporti umani che oggi con l'imperare dei supermercati e delle vendite on line si sono persi. Che dire del Depas, il primo esempio di centro commerciale! L'antesignano dei Grandi Magazzini, uno dei negozi più belli e frequentati non solo dai castelvetranesi, con ingressi sulla via D'Alessi e sulla via Crispi. Era un grande magazzino dislocato su due piani di cui uno seminterrato dedicato ai casalinghi, uno a pianterreno dove si trovava un po' di tutto: biancheria, pelletteria, giocattoli, oggetti natalizi e praticamente quanto serviva per la casa. Era una goduria passare da una strada all'altra attraversando tutto il pianterreno del vastissimo locale. Ricordo le commesse tutte molto gentili e professionali e soprattutto il proprietario signor De Pasquale che diede il nome Depas al bellissimo negozio.
Era una Castelvetrano piena di vita e di fervore. Quanti pomeriggi trascorsi con le amichette a godere anche di piccoli articoli! Era un mondo per la nostra generazione che non conosceva il consumismo. Era uno spazio che alimentava la nostra fantasia, un "gioco" che ci faceva sentire adulte!
















