Il lettore scrive: “Marinella e il Parco ‘separati’ in casa. Serve nuova idea di turismo”
di: Redazione - del 2026-08-13

“Da quasi trent’anni ritorno a Castelvetrano nel periodo estivo insieme ai miei cari. Dopo aver girato un po’ la situazione di quello che è visibile in giro è chiara”. Inizia così la lettera aperta di una nostra lettrice Francesca Infranca che così continua la sua riflessione: “Abbiamo chilometri di costa, acqua cristallina, templi millenari, pescatori che portano avanti una tradizione antica e tramonti che finiscono su Instagram. Tra Selinunte, Triscina e Castelvetrano ci sarebbe tutto per vivere di turismo 12 mesi l’anno. E invece ogni estate si ripetono gli stessi tormentoni e le stesse lamentele.

Una stagione che, alla fine, dura 8 settimane.I buchi neri di un sistema che non funziona: Servizi scarsi (l’unica nota positiva è il servizio bus), poca programmazione, improvvisazione. Pochissimo marketing territoriale, gestione insufficiente del decoro urbano, lavori stradali in piena stagione. Sono crepe enormi che fiaccano il mercato turistico locale. A tutto questo si aggiunge la mancata sinergia tra il Parco Archeologico e il resto del territorio. La sensazione è che ogni realtà turistica viva nel proprio mondo. Come "separati in casa". I numeri parlano chiaro. La Valle dei Templi ogni anno supera 1 milione di visitatori. Il Parco di Selinunte si ferma a circa 400 mila. Ho partecipato ad eventi serali al parco archeologico. Una programmazione che attira pubblico ma che finisce, in virtù degli orari scelti, per non portare gli spettatori nella borgata.
Un distacco enorme che dice molto sulla capacità di gestione e di promozione di un territorio. Piaccia o no, questa è la fotografia del territorio castelvetranese, ad alta vocazione marina e culturale. Stendiamo un velo pietoso sulla gestione del porto: troppo facile oggi criticare lo stato in cui versa.Tutto si può riassumere in una frase: "ricchi di bellezza, poveri di strategia". L’estate mordi e fuggi. Forse l’unico mercato in cui Selinunte trova spazio è quello del "mordi e fuggi".

Tra luglio e agosto si lavora. E poi? "E poi pensa Dio", come dice un detto siciliano.Il turista arriva, parcheggia, fa il bagno, mangia e se ne va. Non visita nulla, non produce economia. E anche chi guarda lo spettacolo al Parco spesso riparte subito. Molti che vengono a Selinunte preferiscono servirsi altrove. È questo il vero danno.Serve un piano, non proclami Da anni si parla di destagionalizzazione. Risultati? Zero, o quasi.Il mare non è solo ombrellone. L’area selinuntina potrebbe puntare su trekking costiero, birdwatching, pesca-turismo, diving, enogastronomia, eventi culturali da maggio a ottobre. Ma finché ognuno dei responsabili territoriali guarda al proprio "orticello" politico o alla poltrona raggiunta, e non a una visione di mercato, nulla cambierà. Serve gente giovane, competente, con un’idea moderna di turismo. Altrimenti tante attività rischieranno di chiudere, i siti archeologici resteranno fanalino di coda e il turismo mordi e fuggi vincerà ancora. Forse è arrivato il tempo di cambiare davvero pagina. Di dare spazio alle professionalità del territorio, anagraficamente più aggiornate e con più competenze. La polemica da sola serve a riscaldare la solita minestra. Se vogliamo che Selinunte diventi competitiva nello scenario siciliano serve un piano di rilancio, una visione e persone capaci di realizzarla. Sono anni che aspetto per 11 mesi il mio ritorno dove ho gli affetti, dove ogni luogo mi ricorda la mia famiglia e il mio passato ma, purtroppo, vedo che le frazioni non brillano come dovrebbero”.
“Ed è un peccato - conclude - vedere come Castellammare abbia preso il sopravvento in termini di presenze e qualità dei servizi per non parlare poi di San Vito Lo Capo”.











