Restituiti a Gianfranco Becchina quattro reperti archeologici sequestrati
di: Redazione - del 2026-08-28

Il Tribunale di Trapani ha disposto la restituzione a Gianfranco Becchina di quattro opere che erano state sottoposte a sequestro: un basamento in marmo di epoca ellenistico-romana, decorato con scene mitologiche, e tre anfore di età tardo-romana. Il provvedimento si inserisce nel solco della decisione già assunta dalla Corte d’Appello di Palermo, che aveva annullato il decreto di primo grado relativo al sequestro dell’intero patrimonio personale e societario della famiglia Becchina, disponendo la restituzione dei beni.

La Corte d’Appello aveva inoltre escluso definitivamente l’ipotesi centrale alla base della misura di prevenzione, secondo cui il patrimonio dell’imprenditore sarebbe stato riconducibile a proventi derivanti da attività illecite. In conformità a quanto stabilito dalla Corte d’Appello, il Tribunale di Trapani ha quindi disposto la restituzione delle quattro opere al loro legittimo proprietario. Anche la Procura della Repubblica aveva chiesto la revoca del sequestro e il rigetto della proposta di confisca.
Chi è Gianfranco Becchina

Originario di Castelvetrano e oggi 87enne, Gianfranco Becchina è stato per decenni una figura di rilievo nel mercato internazionale dell’arte e dell’antiquariato. La sua galleria, la Palladion Antike Kunst di Basilea, rimasta attiva per oltre quarant’anni e chiusa alla fine degli anni Novanta, ha trattato reperti archeologici destinati anche ad alcuni tra i più importanti musei internazionali, tra cui il Louvre di Parigi, il Metropolitan Museum di New York e il J. Paul Getty Museum di Los Angeles.
La misura di prevenzione nei suoi confronti era nata nell’ambito di accertamenti riguardanti presunti rapporti con ambienti mafiosi di Castelvetrano e ipotesi di traffico illecito di reperti archeologici. Le indagini che avevano dato origine alla richiesta di misure di prevenzione avevano riguardato anche l'ipotesi di rapporti economici tra Becchina e Matteo Messina Denaro. Nel 2018, tuttavia, la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo aveva chiesto e ottenuto l’archiviazione del procedimento penale.
Becchina è assistito dagli avvocati Francesco Bertorotta, Giovanni Miceli e Marco Lo Giudice.











