Italiani in Bundesliga, la classifica delle presenze: Grifo al comando
di: Luca Beni - del 2026-08-31

(ph. pixabay.com)
Il rapporto tra il calcio italiano e la Bundesliga è stato a lungo meno intenso rispetto a quello sviluppato con altri grandi campionati europei. L’Inghilterra e la Spagna hanno attirato generazioni di giocatori azzurri, mentre la Germania è rimasta per anni una destinazione più selettiva. Eppure, chi è riuscito ad affermarsi oltre le Alpi ha spesso lasciato un segno profondo, entrando nella storia di società importanti e, in alcuni casi, vincendo anche il campionato.

La classifica delle presenze racconta bene questa particolarità. In cima c’è un giocatore distante anni luce da tutti gli altri, Vincenzo Grifo, mentre alle sue spalle compaiono difensori affidabili come Giulio Donati, Cristian Molinaro e Luca Caldirola, un campione del mondo come Andrea Barzagli e due attaccanti che hanno legato il proprio nome al Bayern Monaco come Luca Toni e Ruggiero Rizzitelli.
Vincenzo Grifo, il primatista irraggiungibile

Con 306 presenze e 73 gol, Vincenzo Grifo è il calciatore italiano con più partite disputate nella storia della Bundesliga. Il suo vantaggio sul resto della classifica è enorme e fotografa una carriera costruita quasi interamente nel sistema calcistico tedesco. Nato a Pforzheim da genitori italiani, Grifo è cresciuto in Germania ma ha scelto di rappresentare l’Italia a livello internazionale.
Il suo percorso nella massima serie è passato da Hoffenheim, Borussia Mönchengladbach e soprattutto Friburgo. È con il club della Foresta Nera che il trequartista ha costruito la propria dimensione ideale, diventando uno dei simboli della crescita della società e uno degli specialisti sui calci piazzati più riconoscibili del campionato. Nel corso degli anni ha superato anche Nils Petersen come miglior marcatore del Friburgo nella storia della Bundesliga.
La particolarità di Grifo consiste proprio nella durata della sua presenza ad alto livello. Non è stato un italiano arrivato in Germania dopo essersi affermato in Serie A, ma un giocatore formato calcisticamente nel Paese e diventato progressivamente protagonista. È un percorso quasi opposto rispetto a quello seguito da molte delle altre stelle azzurre passate dalla Bundesliga.
Giulio Donati, 124 partite tra Leverkusen e Mainz
Al secondo posto si trova Giulio Donati, con 124 presenze in Bundesliga. Il dato è certificato anche dal database della federazione tedesca e viene confermato da Transfermarkt. Il terzino toscano disputò la competizione con Bayer Leverkusen e Mainz, senza riuscire a segnare ma costruendosi una lunga carriera tedesca grazie soprattutto alla continuità e all’affidabilità difensiva.
Donati arrivò al Leverkusen nel 2013 dopo essere cresciuto nell’Inter e aver accumulato esperienza in Italia. Con il Bayer ebbe anche l’opportunità di giocare in Champions League, prima del passaggio al Mainz nel gennaio 2016. Proprio con il club renano disputò 81 incontri di Bundesliga, diventando uno dei calciatori italiani più presenti nella storia della competizione senza però conquistare grande spazio mediatico in patria.
Cristian Molinaro sul podio: 93 presenze con lo Stoccarda
Il terzo italiano della graduatoria è Cristian Molinaro, arrivato a 93 presenze nella massima divisione tedesca. L’ex terzino sinistro della Juventus si trasferì allo Stoccarda nel gennaio 2010 e rimase in Germania fino all’inizio del 2014.
Fu uno dei primi italiani della sua generazione a scegliere la Bundesliga nel pieno della carriera, in un periodo in cui il campionato tedesco stava vivendo una fase di forte crescita tecnica ed economica. Molinaro trovò nello Stoccarda una continuità che gli permise di avvicinarsi alla soglia delle cento partite. Non segnò mai in Bundesliga, ma il suo contributo arrivò soprattutto attraverso corsa, copertura della fascia e presenza costante nelle rotazioni.
Luca Caldirola, 80 partite e una carriera tedesca sottovalutata
Subito dietro Molinaro c’è Luca Caldirola, con 80 presenze. La sua esperienza in Bundesliga si divide tra Werder Brema e Darmstadt. Il database della DFB gli attribuisce 46 gare di campionato con il Werder e 34 con il Darmstadt.
Cresciuto nel settore giovanile dell’Inter e capitano dell’Italia Under 21, Caldirola trovò proprio in Germania uno dei momenti più importanti della propria carriera. Il suo periodo più continuo arrivò nella stagione trascorsa in prestito al Darmstadt, quando disputò tutte le 34 giornate del campionato.
Il suo caso, come quello di Donati, racconta bene una categoria di italiani meno celebrata ma particolarmente apprezzata in Bundesliga: giocatori tatticamente preparati, affidabili e capaci di adattarsi a un calcio fisicamente intenso.
Andrea Barzagli e lo storico titolo con il Wolfsburg
A quota 75 presenze troviamo invece Andrea Barzagli. In termini di prestigio, la sua parentesi tedesca resta una delle più importanti vissute da un calciatore italiano. Arrivato dal Palermo nel 2008, il futuro pilastro della Juventus fu infatti uno dei protagonisti del sorprendente titolo conquistato dal Wolfsburg nella stagione 2008/09.
Durante il primo campionato disputò tutti i minuti disponibili in Bundesliga, diventando un punto fermo della difesa di Felix Magath. In totale chiuse la propria esperienza nella massima serie tedesca con 75 gare e un gol, prima di rientrare in Italia nel gennaio 2011.
Quella parentesi contribuì in maniera importante anche alla sua evoluzione. Barzagli avrebbe successivamente costruito alla Juventus una delle migliori difese europee insieme a Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, ma la Bundesliga rappresentò un passaggio decisivo della sua maturazione.
Luca Toni, poche partite ma una valanga di gol
Se la graduatoria considerasse l’impatto invece della semplice quantità di presenze, Luca Toni sarebbe probabilmente molto più in alto. L'attaccante disputò appena 60 partite di Bundesliga, tutte con il Bayern Monaco, segnando però 38 gol.
Il suo primo campionato tedesco fu straordinario. Nel 2007/08 Toni conquistò Bundesliga e Coppa di Germania e chiuse la stagione come capocannoniere della massima serie con 24 reti. La sua media realizzativa complessiva, superiore a un gol ogni due partite, rimane eccezionale.
Più che per longevità, Toni è quindi entrato nella storia della Bundesliga per efficacia. Il centravanti Campione del Mondo 2006 con gli Azzurri riuscì a trasferire immediatamente in Germania il proprio stile fatto di gioco d’area, fisicità e capacità di finalizzazione, diventando uno dei simboli del Bayern di fine anni Duemila, in una squadra costantemente in lotta per il campionato e favorita fissa per le quote bundesliga.
Giovanni Federico, l’italiano nato e cresciuto in Germania
Una storia particolare è quella di Giovanni Federico, accreditato di 59 presenze e 6 gol in Bundesliga da Kicker. Nato a Hagen, in Germania, Federico possiede cittadinanza italiana e costruì praticamente tutta la propria carriera nel calcio tedesco.
Le sue apparizioni nella massima serie arrivarono con Colonia, Borussia Dortmund e Karlsruhe. Prima di approdare al Dortmund si era fatto conoscere soprattutto nella 2. Bundesliga, dove con il Karlsruhe aveva conquistato la promozione segnando 19 reti nella stagione 2006/07.
La sua presenza nella graduatoria evidenzia anche quanto il concetto di “italiano di Bundesliga” comprenda percorsi molto diversi: dai campioni arrivati direttamente dalla Serie A ai calciatori nati nelle numerose comunità italiane presenti in Germania.
Ruggiero Rizzitelli e il Bayern di Trapattoni
A chiudere il gruppo degli italiani con almeno 45 presenze troviamo Ruggiero Rizzitelli, autore di 45 partite in Bundesliga con il Bayern Monaco. Il suo trasferimento dal Torino avvenne nel 1996, durante la seconda esperienza di Giovanni Trapattoni sulla panchina bavarese.
Rizzitelli partì molto bene, andando a segno già all'esordio e realizzando tre reti nelle prime tre giornate. La sua esperienza tedesca fu successivamente condizionata anche dagli infortuni e dalla concorrenza, ma gli permise di conquistare il campionato nel 1996/97 e la Coppa di Germania nella stagione successiva.











