«Grazie alla Cardiologia e all’Emodinamica di Castelvetrano, mi avete salvato la vita». La lettera alla redazione di una lettrice
di: Redazione - del 2026-08-31

Una testimonianza di gratitudine per medici, infermieri e personale sanitario del reparto di Cardiologia e dell’Emodinamica dell’ospedale di Castelvetrano. «Ho trovato competenza, professionalità, attenzione e soprattutto tanta umanità»

Ci sono storie che meritano di essere raccontate, soprattutto quando arrivano da chi ha vissuto in prima persona un momento difficile e ha sentito il bisogno di dire grazie. È il caso di Elisa Bonsignore, che ha scritto alla nostra redazione per condividere la sua esperienza dopo un ricovero presso il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Castelvetrano. Una testimonianza che parla di paura, fragilità, ma anche di professionalità e umanità. Elisa ha voluto rivolgere un ringraziamento pubblico ai medici, agli infermieri e a tutto il personale della Cardiologia e dell’Emodinamica per l'assistenza ricevuta e per la tempestività degli interventi.
«Sono stata ricoverata presso il reparto di Cardiologia di Castelvetrano e ciò che ho trovato è stato molto più di un semplice luogo di cura – scrive Elisa –. Ho trovato competenza, professionalità, attenzione e, soprattutto, tanta umanità». Un ringraziamento particolare è rivolto ai professionisti che si sono occupati di lei nei momenti più delicati.

«Grazie ai medici e a tutto il personale della Cardiologia e dell’Emodinamica, per la grande competenza e professionalità dimostrate e per la tempestività con cui sono intervenuti. Mi hanno salvato la vita». Ma nella sua lettera Elisa non si limita a sottolineare l'aspetto sanitario. Quello che l'ha colpita maggiormente, racconta, è stata l'attenzione quotidiana riservata alla persona. «Per loro la cura e il benessere del paziente sono una priorità», scrive, riconoscendo anche le difficoltà con cui il personale è costretto spesso a confrontarsi.
«Sono consapevole che non siano numerosi, che spesso debbano lavorare in condizioni difficili e con tante esigenze da gestire. Eppure, nonostante questo, riescono ad assistere tutti i pazienti con una professionalità straordinaria, senza far mancare attenzione, disponibilità e umanità».
Parole che assumono un significato ancora più forte se pronunciate da chi ha vissuto direttamente la paura di un ricovero. In quei momenti, infatti, non sono soltanto i pazienti ad avere bisogno di sostegno, ma anche le loro famiglie.
Elisa lo ricorda nella sua testimonianza: «Quando un proprio caro viene ricoverato, la paura e l’ansia coinvolgono inevitabilmente anche chi gli sta accanto. Ho visto nei confronti della mia famiglia la stessa attenzione che ho ricevuto io: spiegazioni, disponibilità, ascolto e rassicurazione». Un'attenzione che, per chi vive quei momenti, può fare davvero la differenza.
La sua è quindi una lettera semplice, ma carica di riconoscenza. Un modo per raccontare una storia positiva e per ricordare il valore di chi ogni giorno lavora negli ospedali, spesso lontano dai riflettori. «Per questo oggi voglio raccontare una storia positiva e dire grazie», scrive Elisa. E il suo grazie è rivolto a tutti: «Grazie ai medici. Grazie agli infermieri. Grazie a tutto il personale della Cardiologia e dell’Emodinamica».
Poi le parole che forse racchiudono più di tutte il senso della sua testimonianza: «Grazie per la competenza con cui mi avete curata. Grazie per l’attenzione che avete avuto nei miei confronti. Grazie perché per voi il paziente viene prima di tutto. Grazie per l’umanità dimostrata verso me e verso la mia famiglia».
Infine, la frase con cui Elisa conclude la sua lettera alla redazione: «Sono pochi, ma fanno tanto. E lo fanno con competenza, professionalità e cuore». Un messaggio di gratitudine che vuole essere anche un riconoscimento pubblico a quei medici, infermieri e operatori sanitari che, ogni giorno, si prendono cura delle persone nei momenti di maggiore fragilità. «A tutti voi va la mia più profonda gratitudine. Non dimenticherò mai quello che avete fatto per me».
Con tutto il cuore,
Elisa Bonsignore











