Operazione “Rotta fiscale”: la GdF di Trapani accerta irregolarità per circa 370 mila euro
di: Comunicato Stampa - del 2026-10-09

Bonus Mezzogiorno, irregolarità negli investimenti nella nautica da diporto: la Guardia di Finanza individua crediti d’imposta indebitamente generati e compensati per circa 370 mila euro. È il risultato dell’operazione “Rotta fiscale”, condotta dai finanzieri del Gruppo di Trapani e della Sezione Operativa Navale per verificare il corretto utilizzo delle agevolazioni fiscali destinate alle imprese.

Le verifiche hanno fatto emergere una discrepanza tra quanto dichiarato nelle fatture e l’effettivo utilizzo delle imbarcazioni. Da qui sono partiti gli accertamenti sul credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, introdotto dalla legge 208 del 2015 e applicabile, a determinate condizioni, anche agli investimenti nel settore della nautica da diporto.
L’agevolazione è destinata alle imprese che acquistano beni strumentali, comprese le imbarcazioni da diporto, a condizione che questi siano effettivamente utilizzati per lo svolgimento dell’attività economica e che siano rispettati gli specifici requisiti previsti dalla normativa. Tra questi, il divieto di cessione dei beni prima del quinto periodo d’imposta successivo alla loro entrata in funzione. Nel caso di imbarcazioni affidate in gestione a terzi, inoltre, la società beneficiaria deve mantenere direttamente i rischi e le responsabilità connessi alla navigazione.

Dopo un’analisi preliminare delle società che avevano usufruito del bonus, nel corso dell’estate i finanzieri sono saliti a bordo delle imbarcazioni sottoposte a controllo, acquisendo le informazioni registrate dai sistemi elettronici di bordo. Sono stati esaminati, in particolare, le ore di funzionamento dei motori, le uscite in mare e le rotte percorse.
I dati raccolti sono stati successivamente confrontati con le fatture emesse e con i contratti di locazione, consentendo di individuare due principali modalità di utilizzo irregolare dell’agevolazione.
Nel primo caso, alcune imbarcazioni dal valore di centinaia di migliaia di euro avrebbero prodotto ricavi estremamente ridotti, facendo emergere una situazione in cui l’attività imprenditoriale risultava tale soltanto formalmente, mentre l’utilizzo dei natanti appariva prevalentemente privato.
Nel secondo caso, le società proprietarie avevano affidato le imbarcazioni a imprese terze, trasferendo a queste ultime i rischi e le responsabilità della navigazione, in contrasto con le condizioni previste per beneficiare del credito d’imposta.
Quasi tutti i controlli fiscali effettuati si sono conclusi con la contestazione di irregolarità. Gli accertamenti hanno portato all’individuazione di crediti d’imposta ritenuti non spettanti, indebitamente generati e utilizzati in compensazione, per un importo complessivo di circa 370 mila euro.
L’attività investigativa ha già prodotto risultati sul fronte della riscossione: uno dei primi contribuenti destinatari delle contestazioni ha infatti aderito integralmente ai rilievi formulati dai finanzieri, per un importo superiore a 50 mila euro.
L’operazione “Rotta fiscale” conferma l’impegno della Guardia di Finanza, anche attraverso la componente aeronavale, nel contrasto agli utilizzi indebiti delle agevolazioni fiscali e nella tutela delle risorse pubbliche, affinché i benefici previsti dalla normativa raggiungano effettivamente le imprese che ne hanno diritto.














